| Biotecnologie e lincubo delleugenetica
La notizia arriva da Stoccolma, di quelle a metà
tra il frivolo e linquietante. Non trascorreranno dieci anni e tutti avremo una
carta didentità della personalità, da accompagnare a quelle anagrafica e genetica.
A spiegarne il significato è intervenuto un Nobel per la medicina, Arvid Carlsson.
"Grazie all'impulso che si è avuto in questi ultimi anni nel campo delle
neuroscienze e in particolare allo studio delle molecole che portano i messaggi tra i
circa 100 miliardi di cellule del cervello ha annunciato sarà possibile
definire le diverse personalità, così come oggi definiamo le differenze individuali
guardando per esempio il volto di una persona. Tra 10 anni saremo in grado di distinguere
le varie personalità partendo dal profilo biochimico del cervello di ognuno". Tutti
quelli finora convinti di avere un pessimo carattere, o di essere estroversi, o rosi dalla
gelosia e dalla timidezza dovranno ricredersi. Le bioscienze ridurranno a formula
qualsiasi segreto della psiche, arriveranno forse a toccare lanima.
Il progresso della scienza non va fermato, questo
è certo. Così come la bioscienza e la biotecnologia non sono cattive di per se. Il
problema come sempre è di equilibrio, di confine fra sperimentazione e rispetto.
Prendiamo qualsiasi dizionario di biologia. Definizione di Biotecnologia:
"Manipolazione scientifica di organismi viventi, specialmente a livello molecolare
genetico per produrre risultati utili. Le maggiori tecniche usate sono la congiunzione dei
geni e la ricombinazione del Dna". Biodiversità: "Ampia diversità e
interrelazione degli organismi basata su fattori genetici e ambiantali". Tra queste
due concenzioni va trovato il punto di equilibrio. Altrimenti si passa a un altro termine,
Eugenetica: "Scienza che ha per fine il miglioramento genetico della specie
umana"
Leugenetica è uno dei maggiori incubi del
900. In suo nome è stata inseguita unimprobabile e impossibile purezza della
razza e sono state perpetrate e giustificate le peggiori stragi dellumanità. Siano
stati costretti a imparare termini come "pulizia etnica" e ad apprendere
informazioni di esperimenti sempre più sofisticati per eliminare malattie,
particolarità, errori veniali della natura. Fra pochi anni, ci hanno insegnato, sarà
possibile nascere senza strabismo, alluce valgo e chissà senza quanti altri piccoli
difetti. E magari con un ottimo e soave carattere, ci dicono ora da Stoccolma. Ecco
perché va ripensata una nuova etica della vita. Proprio "Ripensare la vita" (Il
Saggiatore, lire 29 mila), è intitolato il saggio di Peter Singer, una delle autorità
mondiali nel campo della bioetica. "Dopo aver regolato per quasi duemila anni i
nostri pensieri e le nostre decisioni sulla vita e sulla morte, letica tradizionale
dellOccidente è in crisi", così comincia il saggio di Singer e cerca di
dipanare un ragionamento sulle regole alla ricerca di un orizzonte che non perda mai di
vista lumanità.
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