Domani, più o meno ovunque, come vuole tradizione si mangia di magro. Il precetto
cristiano di astinenza e digiuno è però praticato da sparuti gruppetti integralisti,
così come soltanto i musulmani più fondamentalisti sono davvero capaci di digiunare
durante il ramadan, evitando di abbandonarsi agli eccessi del dopo tramonto. Ciò
significa che mezzo mondo, quello che ovviamente se lo può permettere, in poche ore
consumerà quintali di pesce e verdure. E poiché ormai sono globalizzati anche i gusti
con buona probabilità dalle tavole mancheranno filetti di baccalà e sarde in saor, ma
non si farà a meno del salmone. Con buona pace dei produttori, capaci di soddisfare
sempre lo stesso mezzo mondo con rosee carni allevate come polli da batteria. E di
qualche mese fa la notizia dellinvenzione del SuperSalmone. Lo hanno inventato gli
americani, modificando geneticamente le uova e ottenendo un animale in grado di crescere
dieci volte più in fretta del normale. Brevettato ad aprile, sarà di sicuro sulle nostre
tavole se qualcuno è riuscito ad aggirare il divieto dellUnione Europea, emesso a
novembre, a introdurlo nei quindici Paesi membri.
Non per rovinare la cena a nessuno, ma sul SuperSalmone un paio di bisogna
saperle. La prima è che il prezzo di una crescita rapida trova spesso sostanza in
deformità e malattie, curate preventivamente nutrendo il pesce con antibiotici. La
seconda è che in Canada un buon numero di salmoni transgenici, più moderati di quelli
americani, visto che si sviluppano due volte più rapidamente dei salmoni naturali, sono
riusciti a fuggire dagli allevamenti, si sono diffusi nell'ambiente e si sono incrociati
con gli animali presenti in natura. Col risultato che il patrimonio genetico modificato si
diffonderà in progressione geometrica.
Dagli alimenti biologicamente modificati, insomma, cè poco scampo, a meno che lo
scontro in atto fra le correnti scientifiche americane _ estremamente avanzate sia nel
consentire che nellosteggiate il biotech _ non lasci caduti sul campo. Sono ben
strani gli americani. Da una parte spendono milioni di dollari per dimostrare che i
pollini di mais transgenico sono un veleno mortale per le farfalle Monarca,
dallaltra registrano senza battere ciglio dichiarazioni come quella di Phil Angell,
direttore delle comunicazioni della Monsanto: "Monsanto non dovrebbe preoccuparsi
della salute degli alimenti biotecnologici. Il nostro interesse è venderne quanto più
possibile. Assicurarsi della loro salubrità è affare del F.D.A. (Food and Drug
Administration, ufficio governativo statunitense, ndr)."