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Il punto della settimana

6 gennaio 2001

Brevettare gli amici di Gioele
può essere molto pericoloso

Bisogna avere una certa età per ricordarsi di Gioele, un simpatico personaggio testimonial dei biscotti Colussi durante la gloriosa stagione di Carosello. Gioele era un organista un po’ pazzo circondato da animali fantastici come lo Zebratto, incrocio fra la zebra e il gatto, o il Canilla, esilarante mix di cane e gorilla. Ci facevano ridere ieri, quanto ci fanno paura oggi , per quanto convinti che la scienza non si possa fermare e vada piuttosto nutrita di etica e ragione. Perché il sonno di quest’ultima, tanto per citare, "genera mostri".

Quando leggiamo che "dalla provetta spuntò Safer, il topo-lucciola" (Corriere della Sera di qualche giorno fa) non sappiamo se avere nostalgia dell’infanzia o preoccupazione del futuro. L’articolo ci spiega chi è Safer: "In natura non esiste, è stato creato nei laboratori dell’Università Statale di Milano "incrociando" il Dna dell’insetto con quello del roditore. Non si illumina, neppure nelle notti d’estate: è un normalissimo topolino grigio. Ma geneticamente modificato in modo da rispondere ai tanti quesiti legati all’uso degli estrogeni, gli ormoni presenti nella pillola anticoncezionale e nei farmaci post menopausa".

Tutto bene dunque? Safer merita il nostro rispetto per le speranze che ci offre? Lui il topino certamente si, i suoi genitori _ intesi come manipolatori di provette _ devono dimostrare di meritarlo. Magari spiegando perché vogliono "depositare la formula". Questo infatti ha annunciato l’università di Milano, culla natale di Safer. A che cosa serve brevettare Safer? Se il Dna di topo illuminato dalla luciferasi della lucciola deve servire alla ricerca e alla scienza sembra più logico considerarlo patrimonio dell’umanità. Se deve servire all’industria allora si capisce la fretta a mettere il marchio registrato sull’animaletto.

Ma chi sceglie la via dei brevetti è bene sappia una cosa. Di fronte al Biotech, come di fronte al Tech puro qualche anno fa, si aprono due strade: brevettare tutto e affidare le occasioni di cresciuta alle tempeste del libero mercato borsistico o non brevettare niente e favorire che la libera circolazione delle idee crei sapere e ricchezza. Bill Gates con Microsoft scelse la prima, Linus Thorvald con Linux la seconda. Ora il primo è esposto alle tempeste del Nasdaq, il secondo dicono sia in espansione.


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