Il
riso svela i suoi codici
Tutta la creazione rischia l'etichetta
Anche il riso ha capitolato. Il codice genetico della pianta che nutre mezzo mondo è
stato decodificato dalla Sygenta e da una società americana che ha già brevettato due
geni del cancro al seno. Il problema che si apre ora è proprio che cosa farne di quel
codice composto da 50.000 geni, in grado di portare a chi lo possiede grandi rendimenti
economici. Attraverso il genoma, infatti, si può intervenire sulle varietà, le malattie,
la produttività della pianta. Al di là delle questioni sulle caratteristiche
organolettiche del riso geneticamente modificato, il timore sono le ripercussioni di un
possibile brevetto del Dna del riso.
La Sygenta ha già annunciato lintenzione di mettere a disposizione degli
scienziati, "attraverso contratti di ricerca" e "senza diritti d'autore o
tasse di tecnologia", quello che comunque considera una "proprietà
intellettuale". Non specifica di più, ma si può intuire comunque linteresse
del mercato, calcolando che fra poco sulla terra saremo 8 miliardi e che quasi due terzi
di questa popolazione viene sfamata dal riso. Sono 5 mila anni che lumanità coltiva
riso e ora si calcola che la richiesta nei prossimi 30 anni aumenterà del 70 per cento.
La tentazione di sfruttamenti commerciali è forte.
Del resto la pratica dei brevetti è ampia e le pressioni forti. Allorientamento
europeo di non consentirne, William Steere, magnate della Pfizer, colosso chimico
farmaceutico americano, ha risposto addirittura che l "Europa sembra essere
entrata in un periodo da secoli bui". Una sorta di nuovo medioevo, insomma. Da il
senso dello scontro che si va consumando attorno alle biotecnologie, che è anche scontro
di modelli di sviluppo, oltre che etico.
GeneWatch, unassociazione inglese che classifica in un database i brevetti
richiesti e ottenuti ne ha calcolati, alla fine del 2000, 126.672, compresi quelli umani.
In una settimana il numero è cresciuto del 27 per cento, raggiungendo i 161.195. Per
avere unidea basta qualche cifra. Da sola la Genset francese ha applicato il
brevetto a 36.083 sequenze genetiche umane. Sono in attesa di brevetto protocolli di
controllo genetico di cuore, denti, lingua, colon, pelle, cervello, ossa, orecchie,
polmoni, fegato, reni, sperma, sangue e sistema immunitario. Il dipartimento Usa per la
salute ha già accettato 3 mila sequenze. Centocinquantadue brevetti sono stati già posti
sul riso, 21 sul virus dellHiv, 13 sulleucapyptus e 11 sui ragni.
Lintera creazione, insomma, sta per avere letichetta. Il brevetto,
sostengono molti governi come quello inglese, darebbe maggiore fiducia agli investitori,
scoraggiati dai movimenti dopinione contro gli organismi geneticamente modificati.
Gli industriali del biotech francesi, per bocca di Andre Pernet, di Genset, parlano di
"caccia alle streghe" per chi si oppone. Ma purtroppo non spiegano, al di là
dellimmediato profitto, perché il futuro dovrebbero essere migliore con i brevetti
e se, a forza di modificare, il medioevo non sarà prossimo venturo. |