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Il punto della settimana

10 febbraio 2001

Monsanto perde soldi
Questo potrebbe salvarci dagli OGM

Una guerra commerciale sta scuotendo le nostre abitudini alimentari. Qualcuno sostiene che l’attacco alla carne europea non serva altro che a rilanciare il mercato mondiale della soia in grave stallo. Sembrerebbe fantaeconomia se le cifre non raccontassero di enormi interessi in gioco. La questione è semplice: nessuno vuole più la soia modificata e il prezzo dei raccolti precipita in un anno. A gennaio 2000 una tonnellata di soia americana costava 194.10 dollari usa per tonnellata, a maggio aveva toccato la punta massima di 207.42, poi è cominciato a scendere fino ai 190.33 dollari del mese scorso e ai 183.90 di questi giorni. Per contro l’Europa, travolta dall’allarme Bse e costretta finalmente a mettere al bando le farine animali, si trova costretta a mettere in programma importazioni di soia per 400 mila tonnellate dagli Stati Uniti. Questo anche in conseguenza delle drastiche riduzioni di produzione locale decise dell’Agenda 2000 sullo sviluppo agricolo. Ma nel frattempo, scoperto che oltre la metà della soia americana è geneticamente modificata e presenta alterazioni capaci di spaventare perfino la Monsanto che ne è la maggiore produttrice, la soia made in Usa nessuno la vuole. I raccolti restano invenduti, il titolo della Monsanto dimezza il suo valore a Wall Street, e analisti finanziari autorevoli come quelli della Deutsche Bank consigliano agli investitori di disfarsi dei titoli legati al biotech alimentare: "Oggi il termine OGM è un peso… i prodotti migliorati genericamente si vendono sotto prezzo rispetto a quelli non manipolati". Fin qui i fatti.

Che cosa siano biotecnologia e bioetica è questione altrettanto complessa. In parole povere si può tentare una interpretazione: l’uomo ha messo le mani sulla Creazione tentando di migliorarla, l’azione gli si è rivoltata contro e ora cerca confini al proprio agire dai quali ricavare anche sopravvivenza. Senza cedere alle tentazioni dei fondamentalismi, bisogna riconoscere che l’ambiguità fra sviluppo compatibile e interesse economico ha pesato finora a vantaggio della seconda voce. I raccolti OGM hanno portato enormi profitti ma non è detto che liberassero dalla fame altrettanto enormi masse umane allo stremo. Vero è invece che consentivano a poche aziende di vendere ogni anno sementi incapaci di fare frutti fertili. Adesso è semplicemente arrivato il momento dello "stop". Se i raccolti OGM sono sterili anche per le finanze di chi li produce c’è da ben sperare che, sempre come affermano alla Deutsche Bank si faccia un passo indietro per evitare che la "mancanza di valore" che i prodotti OGM hanno maturato fra i consumatori non risalga "la catena del valore a ritroso in forma di ricavi ridotti a zero".

 

Commodity Currency/Unit Week ending date Quotation Week Ago Month Ago Year Ago 5 Years Ago 10 Years Ago
Soybeans (US No.1, Yellow, delivered U.S. Gulf ports, Friday) US$/Ton 02.02.2001 183.90 184.36 197.31 196.21 288.80 missing

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