Celera: uomini identici al 99,9 per
cento
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"La solita banda di slavi storicamente e geneticamente avvezzi a tali
efferatezze". Non ci interessa in questa sede discutere il merito politico
dellaffermazione di Marco Zachera, deputato di Alleanza nazionale, affidata dalla
stampa di uninterrogazione parlamentare. Semmai ci spaventa il suo contenuto. I
nostri scarsi studi scientifici bastano a classificarla come falsa, lo sforzo di seguire
elementari norme etiche induce a condannarla come pericolosa per la civile convivenza. Ma
dobbiamo prenderla in considerazione, chiedendoci a che cosa servano miliardi spesi in
studi genetici e altrettanti miliardi spesi nella divulgazione - fino a quella minuta
attraverso stampa, televisione e Internet _ di questi studi stessi. Colossi industriali e
scientifici si contendono la primogenitura del Genoma umano e non si capisce perché lo
facciano se qualcuno ha trovato la risposta su chi è cosa "storicamente e
geneticamente". Pessimo affare avrebbe fatto la ricerca scientifica acquistando in
blocco, lo scorso anno, i diritti di studio del Dna degli islandesi e degli abitanti
dellisola di Tonga. Se storia e genetica hanno già svelato i loro misteri inutile
andare a caccia di risposte. Il fatto è che storia e genetica, la seconda soprattutto,
dimostrano semmai che le differenza umane sono talmente scarse fra luno e
laltro da non dover essere prese in considerazione. Anzi, di più: la genetica svela
che cè poca o nulla differenza fra uomo e scimmia, figurarsi fra uomo e uomo.
Piccolo riassunto delle puntate precedenti: appena il 12 febbraio scorso, la Celera
mette a disposizione del mondo scientifico la sequenza del genoma umano decifrata nei suoi
laboratori. Il successo _ anche economico del titolo a Wall Street _ compensa la sorpresa:
si contano circa 30 mila geni e non 140 mila come si supponeva. Meno del doppio di quelli
di un lombrico che sono 18 mila. In pratica si scopre che le ragioni dello sviluppo umano
vanno cercate in qualcosaltro che non il suo Dna. Ma non è tutto. Appena poche ore
dopo Svante Paabo, antropologo e genetista presso l'Istituto Max Planck di Leipzig,
avverte il mondo intero: "La vera sfida si presenterà quando il genoma di scimpanzè
sarà completato. Così simile al nostro, sarà dura per gli uomini porre una distanza tra
se stessi e gli animali come spesso hanno fatto finora". Con buona pace degli
scimpanzé. Tanto per spiegarsi meglio: il professor Ignazio Marino, direttore del centro
trapianti mediterraneo, formato alluniversità di Pittsburg, pioniere dei trapianti
babbuino-uomo non ne farebbe mai uno scimpanzè-uomo, in cui lanimale dovesse essere
sacrificato, per "motivi etici".
Se poi qualcuno covasse la convinzione che il genere umano si è differenziato al suo
interno vale la pena di rileggere dal sito www.celera.com la nota informativa sul Genoma umano: "The
publication also revealed that humans are 99.9 percent genetically identical. In fact,
there are only about 800 letters different per million letters in each person's genetic
code". Traduciamo per comodità: "La pubblicazione egualmente ha rivelato che
gli esseri umani sono al 99,9 per cento geneticamente identici. Infatti, nel codice
genetico di ogni persona ci sono soltanto circa 800 lettere differenti per milioni di
lettere". Anche il dubbio sulla differenziazione razziale viene così spazzato via,
non esiste e basta. La Celera fornisce informazioni gratis, basta registrarsi al suo sito
dichiarando di studiare e non avere scopi di lucro. Le fa pagare solo a quelle aziende che
si accaniscono a continuare la ricerca a caccia di, finora, indimostrabili differenze. |