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Il punto della settimana

3 marzo 2001

Gioielli e polizze, cattive notizie sul Dna

Cattive notizie: "Toccare con mano il proprio Dna è da oggi possibile in Svizzera dove un biologo dotato del senso degli affari propone di rinchiudere il vostro patrimonio genetico in una piccola fiala trasparente. Basta sottoporsi a un semplice prelievo di sangue e sborsare circa 200mila lire per poter tornare a casa in possesso di un oggetto la cui unicità è assolutamente garantita: una piccola fiala o sfera con all’interno un minuscolo filo bianco, il vostro Dna reso visibile grazie ad alcune manipolazioni" (dall’Arena di Verona, 3 marzo 2001).

"Parents will be able to buy the "ultimate health insurance" for their children by freezing and storing stem cells surgically removed from their babies’ umbilical cords at birth. The procedure, expected to cost around £600, could herald a medical revolution that will see future generations leading lives free from serious disease". (dal Times di Londra, 27 febbraio 2001). In poche parole per circa 2 milioni è possibile surgelare cellule staminali del cordone ombelicale a futura assicurazione della salute del bebe.

Che cosa c’è di cattivo nelle due notizie? Senza voler risultare inutilmente moralisti, ci sono almeno due peccati capitali, vanità e l’avarizia. Spendere 200 mila lire per divertirsi ed essere belli non è un gran danno, ma se si riduce il Dna a gioiello accettandone anche la manopolazione genetica per renderlo fluorescente qualcosa non funziona. Nel secondo caso, vero è che la salute del bebè è inestimabile, che nel trapianto di cellule staminali sta il futuro della medicina, ma perché non mettere a disposizione di tutti l’occasione di salvarsi? E chi non ha i 2 milioni? E chi ha un disperato bisogno di una donazione? Potranno e come le strutture pubbliche attingere alle banche private di cordoni ombelicali? O per sostenere il fondo assicurativo le cellule avranno un prezzo?

Se le biotecnologie hanno ancora molta strada, e in salita, da fare, di sicuro altrettanto erto è il cammino della bioetica. Specialmente se a complicarlo ci si mette la speculazione commerciale. Vero che piastrine del gruppo sanguigno se ne vendono e sfoggiano di tutti i tipi, dallo spartano acciaio militare a raffinati e preziosi gioielli. Ma lì si tratta di portarsi addosso un’informazione. Nel caso del Dna in fiala sembra piuttosto un’inutile costosa ostantazione, realizzata peraltro impiegando risorse che potrebbero essere utilizzate altrimenti.


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