Se la clonazione
umana
fosse soltanto marketing?
Pazzi, deformi, in perenne lotta con la divinità, o condannati a una solitudine
estrema. Così la mitologia greca racconta i nati fuori dalle leggi della natura. Così
narra del deforme Efesto, o del tremendo Tifone, mezzo uomo e mezzo bestia, o di Atena
divinità superiore ma in perenne guerra con i propri fratelli olimpici. Il mito è mito e
non può influenzare il giudizio di noi uomini moderni e razionali. Ma una cosa ci
insegna: luomo ha sempre avuto sacro terrore di ribellarsi alle leggi del creato ma
anche una potente pulsione a sfidarle. Non cè niente da fare, dalla Genesi in poi
lorgoglio contro Dio sembra un imperativo. Per questo forse esiste la ragione e per
questo non sembra ragionevole lannuncio, ripetuto qualche giorno fa, del tentativo
di clonazione umana. In più il tentativo appare tuttaltro che filantropico,
piuttosto si presenta come una gigantesca operazione di marketing per attirare coppie
infertili verso società assai lontane dal no profit.
A scavare bene nei curricula di quelli che oggi si presentano come salvatori di coppie
senza possibilità di avere figli si fanno scoperte interessanti. Di Severino Antinori,
landrologo italiano che ha dato e ripetuto lannuncio choc, sappiamo molto, ma
poco si conosce in Italia di Panos Michael Zavos, compagno di Antinori nellavventura
clonazione. Ebbene Zavos ha più la stoffa del manager che quella dello scienziato.
Professore emerito nel Kentucky e onorario in Cina, studi in Kansan e in Minnesota, a
Zavos fanno capo almeno tre società, lAndrology Institute of America, il Kentucky
Center for Reproductive Medicine, e la Zdl, inc., ossia Zavos Diagnostic Laboratories.
Rivela il settimanale Der Spiegel che per tentare la prima clonazione umana a fini
riproduttivi di un bambino _ quella di cellule, sempre a fini riproduttivi, è stata
avviata e interrotta in Corea del Sud, in Cina e in Massachussets _ sono stati raccolti
fondi e finanziamenti da tutto il mondo. Cè da giurare che si tratta in gran parte
di finanziatori privati, considerato che molti paesi, primi fra tutti gli Stati Uniti e
lUnione Europea hanno vietato questo tipo di clonazione.
Senza arrivare agli estremismi dei Realiani, che della clonazione hanno fatto una
religione e promettono un bambino per 5 mila dollari purché vengano versati nella loro
sede delle Bahamas _ mistici si, ma con una solida esperienza di paradisi fiscali _ viene
il sospetto che la grancassa sulla clonazione serva a far chiudere un occhio, alla fine,
su tecniche di riproduzione assistita non universalmente accettate. Sgombrato il campo
dalla clonazione, lutero in affitto e la donazione eterologa e la predeterminazione
del sesso potranno sembrare peccati veniali. Basta scorrere i listini prezzi dei
lavoratori del dottor Zavos _ tutti rigorosamente pubblicati su Internet _ per farsi
unidea del business. Anche perché se per fare la pecora Dolly, ricordano i suoi
creatori, ci sono voluti 300 tentativi, fare un uomo potrebbe diventare antieconomico. |