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Il punto della settimana

24 marzo 2001

Fragole resistenti come un pesce
scatenano l’allergia in agguato

Sembra una leggenda metropolitana, invece purtroppo è tutto vero. Una ragazza finisce in ospedale in gravi condizioni. I sintomi sono quelli dell’intossicazione allergica, ma inspiegabili. La giovane sa di non tollerare il pesce, non ne mangia e la sua vita è felice. Eppure stavolta il suo sistema immunitario ha reagito come se fosse venuto a contatto con le proteine del pesce. Si tenta di ricostruire gli ultimi pasti, fino a quando non spuntano le fragole. Eccole lì le colpevoli, grandi succose fragole dall’aspetto sano e indeperibile, ottime fuori stagione come fossero nate nei boschi. Talmente fuori stagione che per farle così belle qualcuno ha combinato il Dna del seme con quello di un pesce artico particolarmente resistente al freddo. Questo è un Ogm, un organismo modificato secondo le leggi del mercato più che del gusto che non ci mette in condizione di sapere quello che stiamo mangiando. Con il riso mangiamo tossine degli scorpioni (inserite per difendere il cereale dai parassiti), ad esempio. Con il grano chissà cosa, visto che è stata registrata una crescita esponenziale del morbo celiaco, l’intolleranza al glutine, anche fra adulti che non avevano mai disdegnato un piatto di pasta o una pizza. Recenti studi stanno indagando le modificazioni al grano e alla segale per renderli resistenti ad alcuni parassiti. Un altro esempio: mais e patate transgeniche sviluppano una tossina nociva all’ambiente basico dello stomaco degli insetti. L’ambiante chimico dello stomaco umano e dei mammiferi è acido, la tossina non lo può attaccare, ci hanno assicurato. Ma si sono dimenticati di comunicarci le conseguenze per chi soffre di ipocidità gastrica, ossia presenta una spiccata tendenza a produrre nello stomaco un ambiente basico.

Il governo italiano è dovuto intervenire nei giorni scorsi per scongiurare il pericolo che venissero seminate in Italia varietà di mais e soia transgenici prodotti dalla Monsanto, assolutamente vietati nel nostro paese tanto che la legge impone di distruggere i raccolti. La multinazionale per la verità ha smentito di aver diffuso le sementi nel nostro paese, ma si è limitata ad assicurazioni generiche, insufficienti a dare garanzie per evitare il sequestro del prodotto. E’ un argine messo, non c’è dubbio, ma potrebbe essere inutile. La globalizzazione dei commerci e il mondo sempre più piccolo fanno viaggiare il buono e il cattivo con una velocità non ipotizzabile solo pochi decenni fa. Il diffondersi delle patologie animali, con il conseguente disastro economico ne è la prova tangibile. Ecco perché ci vogliono prudenza, ricerche e soprattutto patti molto chiari prima di immettere nelle filiere produttive gli Ogm.


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