Fragole resistenti come un pesce
scatenano lallergia in agguato
Sembra una leggenda metropolitana, invece purtroppo è tutto vero. Una ragazza finisce
in ospedale in gravi condizioni. I sintomi sono quelli dellintossicazione allergica,
ma inspiegabili. La giovane sa di non tollerare il pesce, non ne mangia e la sua vita è
felice. Eppure stavolta il suo sistema immunitario ha reagito come se fosse venuto a
contatto con le proteine del pesce. Si tenta di ricostruire gli ultimi pasti, fino a
quando non spuntano le fragole. Eccole lì le colpevoli, grandi succose fragole
dallaspetto sano e indeperibile, ottime fuori stagione come fossero nate nei boschi.
Talmente fuori stagione che per farle così belle qualcuno ha combinato il Dna del seme
con quello di un pesce artico particolarmente resistente al freddo. Questo è un Ogm, un
organismo modificato secondo le leggi del mercato più che del gusto che non ci mette in
condizione di sapere quello che stiamo mangiando. Con il riso mangiamo tossine degli
scorpioni (inserite per difendere il cereale dai parassiti), ad esempio. Con il grano
chissà cosa, visto che è stata registrata una crescita esponenziale del morbo celiaco,
lintolleranza al glutine, anche fra adulti che non avevano mai disdegnato un piatto
di pasta o una pizza. Recenti studi stanno indagando le modificazioni al grano e alla
segale per renderli resistenti ad alcuni parassiti. Un altro esempio: mais e patate
transgeniche sviluppano una tossina nociva allambiente basico dello stomaco degli
insetti. Lambiante chimico dello stomaco umano e dei mammiferi è acido, la tossina
non lo può attaccare, ci hanno assicurato. Ma si sono dimenticati di comunicarci le
conseguenze per chi soffre di ipocidità gastrica, ossia presenta una spiccata tendenza a
produrre nello stomaco un ambiente basico.
Il governo italiano è dovuto intervenire nei giorni scorsi per scongiurare il pericolo
che venissero seminate in Italia varietà di mais e soia transgenici prodotti dalla
Monsanto, assolutamente vietati nel nostro paese tanto che la legge impone di distruggere
i raccolti. La multinazionale per la verità ha smentito di aver diffuso le sementi nel
nostro paese, ma si è limitata ad assicurazioni generiche, insufficienti a dare garanzie
per evitare il sequestro del prodotto. E un argine messo, non cè dubbio, ma
potrebbe essere inutile. La globalizzazione dei commerci e il mondo sempre più piccolo
fanno viaggiare il buono e il cattivo con una velocità non ipotizzabile solo pochi
decenni fa. Il diffondersi delle patologie animali, con il conseguente disastro economico
ne è la prova tangibile. Ecco perché ci vogliono prudenza, ricerche e soprattutto patti
molto chiari prima di immettere nelle filiere produttive gli Ogm. |