indietro


Il punto della settimana

14 aprile 2001

Girasole Ogm spazzino?
Meglio le piante selvatiche

Sembra quasi la vecchia storia del chiodo che scaccia chiodo. I terreni contaminati dall’uranio e da altri metalli pesanti, ci spiegano i ricercatori del Centro jugoslavo di Ricerca ambientale, si possono rigenerare con colture di girasole geneticamente modificato. Ci spiegano anche che hanno già provato con il mais, con la soia, con i batteri. Ma niente darebbe efficace come il girasole. Buona notizia, dunque? Potrebbe esserlo se, come hanno ribattuto dall’Horticolture Research International, centro di ricerca inglese, ci spiegassero anche come si può impedire che semi Ogm nati come spazzini non entrino nella catena alimentare.

Ha fatto molto clamore, nei giorni scorsi, la controversia sulla soia Ogm che oppone la Monsanto allo Stato italiano. Intere partite di sementi sono state sequestrate per impedire che il legume biotech finisse nella catena alimentare, sia pure inavvertitamente. Lo stesso potrebbe accadere con i girasoli jugoslavi, con l’aggravante che i semi, oltre che Ogm, sarebbero anche carichi di metalli pesanti, una volta maturati sui terreni contaminati. Questo non per dire che meglio l’uranio e gli altri metalli che gli Ogm. Piuttosto per riflettere su quanti veleni ci circondano e su quanto siano difficili le scelte per tentare di rimettere ordine nella biosfera.

L’unica notizia consolante è che Madre Natura a volte provvede da sola. Al convegno della Società di biologia sperimentale, organizzato a Cambridge, è stato presentato anche uno studio sulle piante selvatiche che riescono a crescere anche su terreni molto contaminati. La bella notizia è che pare riescano ad assorbire nickel e zinco più di qualsiasi altro vegetale, naturale o biotech che sia. Anzi, ha proposto qualcuno, si potrebbe lavorare su quelle e lasciar stare le culture alimentari, allontanando il rischio di mettere il cibo di Frankstein nel piatto. Se l’ipotesi scientifica è vera ecco un esempio di biotech "buono". Uno studio per rafforzate l’attitudine da spazzini delle piante selvatiche, se qualcuno si facesse avanti a finanziarlo, allontanerebbe di parecchio i sospetti su un mero interesse speculativo dell’industria biotech. Senza contare che togliere spazio ai veleni è un buon investimento per tutti.


scrivi
axiabiotech@axiaonline.it