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Il punto della settimana

5 maggio 2001


Trapianto di istinti e
tentazioni della fantascienza

Lo hanno chiamato "trapianto di istinti". In pratica si tratta di far comportare un animale come se fosse un altro. Hanno preso cellule del cervello delle quaglie, le hanno trapiantate in quello dei pulcini ottenendo il risultato di far rispondere questi ultimi al richiamo di mamma quaglia. Padri della ricerca, un gruppo di scienziati della City New York University, College di Staten Island. La tecnica usata è quella della manipolazione degli embrioni, narra la prestigiosa Proceedings of the National Academy of Science. Tessuto cerebrale prelevato da embrioni di quaglia è stato inserito in 16 embrioni di pollo, poi è bastato aspettare la cova. Alla nascita i pulcini sono stati bombardati da due altoparlanti. Da uno il richiamo delle quaglie, dall’altro quello delle galline. Rispondevano al primo, con grande soddisfazione dei ricercatori.

Per scoprire che cosa era successo sono stati "sacrificati", come si dice in gergo scientifico, i pulcini. Ossia sono stati uccisi, i loro cervelli sezionati e si è scoperto che si era sviluppata una zona nuova, capace appunto di rispondere a richiami diversi da quelli delle galline.

Il commento della comunità scientifica è interessante e inquietante al tempo stesso: "Per ora, al di là della fantascienza che ognuno può sognare, da questa ricerca viene un contributo importante per comprendere come si organizza il cervello", sono le parole di Alberto Oliverio, neurobiologo del Consiglio nazionale delle ricerche.

Il punto di perplessità sta proprio in quel "al di là della fantascienza che ognuno può sognare", oltre nel "sacrificio" dei pulcini per un esperimento del quale non si riesce a comprendere fino in fondo l’utilità. Vero è che del cervello umano e dei suoi meccanismi è bene sapere il più possibile. Ma è anche vero, ci sembra, che il "trapianto di istinti" poco aggiunge se non la suggestione di condizionare una vita a vivere qualcosa che non è proprio. Esperimenti simili muovono la tentazione di invocare regole e codici se non rigidi almeno certi. Mentre si discute di quante madri possa avere un bambino dopo una manipolazione genetica _ è cronaca di questi giorni _ mille altri esperimenti rischiano di sfuggire dall’orizzonte dell’etica, aprendo strade a una "fantascienza" rapidamente trasformabile in incubo. Anche perché vista la predisposizione americana per i brevetti sarebbe quanto meno sgradevole vedere a breve i nostri istinti posti sotto copyright.


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