indietro


Il punto della settimana

26 maggio 2001


Biotech, una questione di informazione

C'è da stare attenti agli effetti collaterali del biotech, ma è il futuro e qui si vince la scommessa della globalizzazione", parole pronunciate da Lawrence Klein, professore dell'University of Pennsylvania, insignito del Nobel per l'economia nel 1980. Klein non è un liberista sfrenato, anzi. La scorsa settimana, in Italia per un convegno insieme con Amartya Sen, ha insistito sulla necessità di agganciare i processi di globalizzazione a indicatori etici e soprattutto a "un'informazione trasparente perché un'informazione sbilanciata genera mercati imperfetti". La questione dell'informazione sembra essere quella centrale: una recente indagine fra un campione rappresentativo di 1000 italiani scelti nell'intervallo di età fra i 18 e i 79 anni ha fissato al 70% la quota di quelli che sulle biotecnologie vorrebbero saperne di più.

Il fatto è che biotech è ancora un concetto, nell'opinione comune, molto confuso. Scorriamo i dati salienti dell'indagine. Il 70 per cento del campione analizzato ritiene che i farmaci biotecnologici siano in grado di sconfiggere malattie importanti, come il cancro. Di contro il 30 per cento non ha alcuna intenzione di mangiare cibi geneticamente manipolati. Gli altri non si pongono il problema e accettano gli Ogm come hanno finora accettato qualsiasi cosa.

Incrociato con un altro dato quello appena citato è sconfortante: tra le persone meno informate ci sono le donne , all'oscuro delle problematiche biotech per il 63 per cento. In questo campione nel campione la parte del leone la fanno le casalinghe. Per paradosso quelle che sembrano deputate dalle loro scelte di vita a fare la spesa non sanno riconoscere un pomodoro dell'orto da uno Ogm. Come sconfortante appaiono le risposte sul chi fidarsi. Solo il 10,6 per cento tenta di tenersi aggiornato, mentre il 64,5 per cento chiede informazioni al medico di famiglia o al farmacista (sic).

Ecco dimostrato come il problema dell'informazione sia quello centrale. Un problema che dovrebbero avere presente i produttori stessi, mettendo non soltanto i consumatori in grado di scegliere in piena coscienza, ma aggiornando l'opinione pubblica sul bene e sul male che le biotecnologie possono produrre.


scrivi
axiabiotech@axiaonline.it