Etichette bugiarde nascondono gli Ogm
Ancora sull'informazione. Da oltre un anno, il 10 aprile 2000, è entrato in vigore il
regolamento europeo sui prodotti alimentari contenenti OGM (organismi geneticamente
modificati), E' da allora obbligatorio indicare le quantità per tutti i prodotti che
anche incidentalmente contengono Ogm in misura superiore all'1%. L'obbligo di
etichettatura è esteso anche agli Ogm contenuti in additivi e aromi, che sono molti e
diffusi in moltissimi alimenti, per esempio gli emulsionanti come la lecitina di soia e i
mono e i digliceridi, che si ricavano dal mais. Da quella data quattordici laboratori
delle dogane e cinque dell'ANPA (l'Agenzia per l'Ambiente Italiana) eseguono controlli a
campione sui prodotti a rischio di contenere OGM che non vengono dichiarati in etichetta.
Si direbbe che c'è da stare tranquilli. Invece non è così. Una ricerca condotta a
Torino dalla Camera di Commercio in collaborazione con alcune associazioni di consumatori
ha rivelato dati sconcertanti. Le analisi sono state eseguire su una vasta gamma di
alimenti prelevati da vari canali di distribuzione, supermercati, negozi, anche di
prodotti biologici. Si è proceduto inviando in laboratori campioni di alimenti contenenti
mais e soia. In particolare mais in seme, essiccato, in scatola e in pannocchia, farine di
mais, per polenta, mais fioccato, soffiato, corn flakes, biscotti, cracker, surgelati
panati con mais e cibi per la prima infanzia e lo svezzamento. Quanto alla soia le analisi
sono state compiute su soia in seme, in scatola, essiccata, latte di soia, yogurt e budini
alla soia, bistecche e burger di soia, biscotti, wafer, cracker e pane alla soia, lecitina
di soia granulare, crema al cioccolato, prodotti dietetici, alimenti per neonati e mangimi
per animali. Ventitré campioni su cento hanno rivelato la presenza di Ogm, maggiore nel
caso della soia (28 per cento) che non in quello del mais (20 per cento).
E' stato possibile scoprire anche quali sono i cibi più a rischio. Le farine per
polenta e i preparati per polenta istantanea si sono rivelati positivi al 45% del
campione, mentre il 36% delle farine e proteine di soia contenevano Ogm. La ricerca è
andata anche più in là, fino a identificare le provenienze delle sementi geneticamente
modificate. Tutti i cibi in arrivo da Stati Uniti e Canada contenevano Ogm. E addirittura
nel caso del mais, è stata trovata una quantità molto alta di varietà vietate in
Italia.
Non è detto, comunque, che tutte le varietà modificate trovare siano nocive. Anzi in
molti casi esiste un ampio margine di dubbio. Ma non è questo il cuore del problema. In
attesa che la scienza ci dia una risposta, ciò che va salvaguardato è il diritto di
sapere che cosa ci mettiamo nel piatto. |