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Il punto della settimana

17 giugno 2001


Colture e culture: la salvezza è nella biodiversità

Dal Rapporto dell'UNEP (United Nations Environment Programme - Programma Ambientale dell'ONU): "Aumentano sempre più le colture che non vanno a buon fine per l'uniformità genetica delle varietà maggiormente usate. Nel 1903 esistevano 13 varietà di asparagi, nel 1983 si erano ridotte ad una, un declino del 97.8%. Esistevano 287 varietà di carote, precipitate al numero di 21, un declino del 92.7%. Sempre nel 1903 c'erano 460 varietà di ravanelli, diminuite a 27, un declino del 94.2%. Circa 500 varietà di lattuga furono catalogate nel 1903, oggi ne esistono solo 36". E ancora: "La perdita delle culture indigene potrebbe significare anche la perdita di nuove fonti di medicine. Molti indigeni conoscono piante e animali il cui uso puo' guarire alcune malattie. Essi conoscono anche quali parti della pianta sono utili per la guarigione e in quale stagione raccogliere queste risorse in modo che abbiano la giusta quantita' di sostanza medicamentosa".

Il desolante panorama dimostra come la perdita parallela di colture e culture sia il vero rischio dal quale difendersi. La globalizzazione non solo sta rendendo tutto uguale, ma anche tutti uguali, cancellando memorie. "Nel pianeta _ scrive ancora l'UNEP _ sono parlate dalle 5.000 alle 7.000 lingue, 4.000/5.000 delle quali sono classificate come indigene. Ben 2.500 sono in immediato pericolo di estinzione e molte altre stanno perdendo il contatto col mondo naturale". E la relazione fra lingua e identità anche genetica è ben dimostrata dal genetista Luca Cavalli Sforza nel suo monumentale progetto di ricerca "Lingue, popoli, geni".

Il movimento antiglobalizzazione, al di là degli estremismi e della violenza che sono sempre da condannare, tenta di opporsi proprio a questo processo di scomparse progressive. Se, come chiunque può verificare, a Viterbo non si trova più la "carota viola", delizia alimentare fin dall'Antica Roma, perché basta piantarne di "gialle" nel raggio di 500 metri per provocarne l'ibridazione non è una perdita solo per il palato. E' un pezzo di vita del mondo in questo caso a morire. Contraddicendo, nei fatti, sia le proposte del WTO circa il per permettere ai paesi di sviluppare i "Diritti di proprietà Intellettuale" per proteggere le specie da quella che viene definita "biopirateria", sia Convenzione sulla Biodiversità sottoscritta da molti Paesi aderenti all'Onu.


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