Colture e culture: la salvezza è nella biodiversità
Dal Rapporto dell'UNEP (United Nations Environment Programme - Programma Ambientale
dell'ONU): "Aumentano sempre più le colture che non vanno a buon fine per
l'uniformità genetica delle varietà maggiormente usate. Nel 1903 esistevano 13 varietà
di asparagi, nel 1983 si erano ridotte ad una, un declino del 97.8%. Esistevano 287
varietà di carote, precipitate al numero di 21, un declino del 92.7%. Sempre nel 1903
c'erano 460 varietà di ravanelli, diminuite a 27, un declino del 94.2%. Circa 500
varietà di lattuga furono catalogate nel 1903, oggi ne esistono solo 36". E ancora:
"La perdita delle culture indigene potrebbe significare anche la perdita di nuove
fonti di medicine. Molti indigeni conoscono piante e animali il cui uso puo' guarire
alcune malattie. Essi conoscono anche quali parti della pianta sono utili per la
guarigione e in quale stagione raccogliere queste risorse in modo che abbiano la giusta
quantita' di sostanza medicamentosa".
Il desolante panorama dimostra come la perdita parallela di colture e culture sia il
vero rischio dal quale difendersi. La globalizzazione non solo sta rendendo tutto uguale,
ma anche tutti uguali, cancellando memorie. "Nel pianeta _ scrive ancora l'UNEP _
sono parlate dalle 5.000 alle 7.000 lingue, 4.000/5.000 delle quali sono classificate come
indigene. Ben 2.500 sono in immediato pericolo di estinzione e molte altre stanno perdendo
il contatto col mondo naturale". E la relazione fra lingua e identità anche genetica
è ben dimostrata dal genetista Luca Cavalli Sforza nel suo monumentale progetto di
ricerca "Lingue, popoli, geni".
Il movimento antiglobalizzazione, al di là degli estremismi e della violenza che sono
sempre da condannare, tenta di opporsi proprio a questo processo di scomparse progressive.
Se, come chiunque può verificare, a Viterbo non si trova più la "carota
viola", delizia alimentare fin dall'Antica Roma, perché basta piantarne di
"gialle" nel raggio di 500 metri per provocarne l'ibridazione non è una perdita
solo per il palato. E' un pezzo di vita del mondo in questo caso a morire. Contraddicendo,
nei fatti, sia le proposte del WTO circa il per permettere ai paesi di sviluppare i
"Diritti di proprietà Intellettuale" per proteggere le specie da quella che
viene definita "biopirateria", sia Convenzione sulla Biodiversità sottoscritta
da molti Paesi aderenti all'Onu. |