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Il punto della settimana

30 giugno 2001


Clonazione e manipolazione,
doppia morale made in Usa

Strana gente gli americani. Sulle questioni di principio sono imbattibili, pronti a schierare l'Fbi o addirittura le truppe per impedire qualsiasi cosa le loro regole ritengano inconcepibile. Sul dominio della natura sembra continuino a pensare che "money is king", il denaro è re, tutto quello che si può comprare è lecito. Neanche delicate questioni come la biotecnologia umana li inducono a cambiare comportamento. Da una parte riescono a impedire alla setta dei realiani di portare a termine l'insano progetto della clonazione umana, dall'altra incoraggiano le famiglie a selezionare in laboratorio il figlio perfetto ricorrendo alla selezione degli embrioni.

Le due notizie arrivano quasi contemporaneamente. A Washington la Food and drug administration costringe Brigitte Boisselier, biologa realiana, a firmare una dichiarazione di impegno con la quale rinuncia alla clonazione di un essere umano e alla ricerca e agli esperimenti con l'uso di ovuli umani, fino a quando non sia stato definito il quadro legale sulla materia. Due leggi sono in discussione e non è detto che i movimenti etici made in Usa riescano a fermarle. Fino ad allora comunque dovrebbe essere scongiurato il rischio di un uomo clonato, dopo che la clonazione animale sta rivelando tutti i suoi dati deboli. Più complessa la vicenda della selezione degli embrioni. Tecnicamente si chiama "Pdg", "Diagnosi Genetica Preimplantazione". Si tratta di un metodo con il quale si può modificare un embrione sostituendo una cellula sana a un'altra che risulti portatrice di una malattia. Il padre della scoperta Mark Hughes ci lavora dal 1992, ma solo adesso è riuscito a ottenere dei risultati e soprattutto a poter annunciare che già mille coppie hanno scelto di generare figli selezionandoli grazie alla "Pdg". Non c'è dubbio che nella casistica del dottor Hughes ci sono molti bambini nati sani, perché liberati da tremende tare genetiche che avrebbero loro assicurato una vita d'inferno o impedito ai genitori la gioia di avere figli. Ma è anche vero che il successo della tecnica, la sua diffusione sui grandi numeri rischiano di alimentare la tentazione dell'eugenetica. E' evidente che né gli scienziati né le famiglie possono essere lasciati soli a scegliere e che pure senza togliere nulla all'iniziativa e alla decisionalità individuali certe scoperte e certe pratiche non possono che essere considerate patrimonio dell'umanità e come tali tenute sotto la vigile attenzione della collettività.


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