Clonazione e manipolazione,
doppia morale made in Usa
Strana gente gli americani. Sulle questioni di principio sono imbattibili, pronti a
schierare l'Fbi o addirittura le truppe per impedire qualsiasi cosa le loro regole
ritengano inconcepibile. Sul dominio della natura sembra continuino a pensare che
"money is king", il denaro è re, tutto quello che si può comprare è lecito.
Neanche delicate questioni come la biotecnologia umana li inducono a cambiare
comportamento. Da una parte riescono a impedire alla setta dei realiani di portare a
termine l'insano progetto della clonazione umana, dall'altra incoraggiano le famiglie a
selezionare in laboratorio il figlio perfetto ricorrendo alla selezione degli embrioni.
Le due notizie arrivano quasi contemporaneamente. A Washington la Food and drug
administration costringe Brigitte Boisselier, biologa realiana, a firmare una
dichiarazione di impegno con la quale rinuncia alla clonazione di un essere umano e alla
ricerca e agli esperimenti con l'uso di ovuli umani, fino a quando non sia stato definito
il quadro legale sulla materia. Due leggi sono in discussione e non è detto che i
movimenti etici made in Usa riescano a fermarle. Fino ad allora comunque dovrebbe essere
scongiurato il rischio di un uomo clonato, dopo che la clonazione animale sta rivelando
tutti i suoi dati deboli. Più complessa la vicenda della selezione degli embrioni.
Tecnicamente si chiama "Pdg", "Diagnosi Genetica Preimplantazione". Si
tratta di un metodo con il quale si può modificare un embrione sostituendo una cellula
sana a un'altra che risulti portatrice di una malattia. Il padre della scoperta Mark
Hughes ci lavora dal 1992, ma solo adesso è riuscito a ottenere dei risultati e
soprattutto a poter annunciare che già mille coppie hanno scelto di generare figli
selezionandoli grazie alla "Pdg". Non c'è dubbio che nella casistica del dottor
Hughes ci sono molti bambini nati sani, perché liberati da tremende tare genetiche che
avrebbero loro assicurato una vita d'inferno o impedito ai genitori la gioia di avere
figli. Ma è anche vero che il successo della tecnica, la sua diffusione sui grandi numeri
rischiano di alimentare la tentazione dell'eugenetica. E' evidente che né gli scienziati
né le famiglie possono essere lasciati soli a scegliere e che pure senza togliere nulla
all'iniziativa e alla decisionalità individuali certe scoperte e certe pratiche non
possono che essere considerate patrimonio dell'umanità e come tali tenute sotto la vigile
attenzione della collettività. |