I padri dei cloni finalmente assaliti dal dubbio
Dolly, sta male. E' lo stesso padre-creatore della pecora clonata a dircelo. Le
cronache di questi giorni ci informano che Ian Wilmut non ha avuto timore di proclamare
dai microfoni della Bbc che "la clonazione è imprecisa e soggetta a variazioni, come
hanno dimostrato tutti gli esperimenti sugli animali". Più o meno contemporaneamente
i ricercatori del Whitehead Institute for Biomedical Research e dell'University of Hawaii
hanno sostenuto che "i cloni nascono con alcune anomalie difficilmente individuabili
e sono portatori di sottili mutazioni, spesso impercettibili". La scienza è
rinsavita? La tentazione di dire di si e tirare un sospiro di sollievo ci sarebbe.
Ascoltare Wilmut pronunciare la parola "moratoria" restituisce fiducia
nell'intelligenza umana. Il padre di Dolly ha detto testualmente: "Lesito più
probabile degli attuali tentativi di copiare delle persone sarebbe un aborto, oppure la
nascita di bambini destinati a morire in fretta, o ancora la crescita di persone anormali.
E la ragione per cui il mio e molti altri laboratori al mondo vogliono subito una
moratoria per questioni di sicurezza".
Questo clima di ragionevolezza viene purtroppo turbato non tanto dalle esasperazioni
dei Realiani, la setta tutt'ora decisa a clonare l'uomo nonostante sia intervenuta perfino
l'Fbi a fermarla, piuttosto da notizie come quella di una sorta di lotteria promossa in
Ohio per stabilire l'esatto numero dei geni umani, materia sulla quale il disaccordo delle
varie equipes di ricerca varia nell'ordine delle decine di migliaia. Stupisce che i
"Popoli di Seattle", tanto attenti al danno compiuto sull'uomo
dall'esasperazione del mercato, non stiano dicendo una parola in proposito. Non che la
battaglia contro le biotecnologie sfrenate non sia propria di questi movimenti. Anzi,
quando si tratta di alimentazione dicono e boicottano gli Ogm con grande decisione.
Stranamente la battaglia contro la clonazione umana e le tentazioni dell'eugenetica non ha
ancora mobilitato le piazze al pari delle coscienze che appaiono, comunque, turbate. E' un
tema sul quale riflettere, a meno che non si voglia affidare al solo presidente americano
George W. Bush _ assolutamente determinato a fermare la clonazione umana con la forza
della legge _ l'unica speranza del rispetto dell'unicità e dell'irripetibilità di
ciascun individuo tanto ben predicato dalle religioni e da quale non può prescindere
alcuna etica laica. |