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Il punto della settimana

7 luglio 2001


I padri dei cloni finalmente assaliti dal dubbio

Dolly, sta male. E' lo stesso padre-creatore della pecora clonata a dircelo. Le cronache di questi giorni ci informano che Ian Wilmut non ha avuto timore di proclamare dai microfoni della Bbc che "la clonazione è imprecisa e soggetta a variazioni, come hanno dimostrato tutti gli esperimenti sugli animali". Più o meno contemporaneamente i ricercatori del Whitehead Institute for Biomedical Research e dell'University of Hawaii hanno sostenuto che "i cloni nascono con alcune anomalie difficilmente individuabili e sono portatori di sottili mutazioni, spesso impercettibili". La scienza è rinsavita? La tentazione di dire di si e tirare un sospiro di sollievo ci sarebbe. Ascoltare Wilmut pronunciare la parola "moratoria" restituisce fiducia nell'intelligenza umana. Il padre di Dolly ha detto testualmente: "L’esito più probabile degli attuali tentativi di copiare delle persone sarebbe un aborto, oppure la nascita di bambini destinati a morire in fretta, o ancora la crescita di persone anormali. E’ la ragione per cui il mio e molti altri laboratori al mondo vogliono subito una moratoria per questioni di sicurezza".

Questo clima di ragionevolezza viene purtroppo turbato non tanto dalle esasperazioni dei Realiani, la setta tutt'ora decisa a clonare l'uomo nonostante sia intervenuta perfino l'Fbi a fermarla, piuttosto da notizie come quella di una sorta di lotteria promossa in Ohio per stabilire l'esatto numero dei geni umani, materia sulla quale il disaccordo delle varie equipes di ricerca varia nell'ordine delle decine di migliaia. Stupisce che i "Popoli di Seattle", tanto attenti al danno compiuto sull'uomo dall'esasperazione del mercato, non stiano dicendo una parola in proposito. Non che la battaglia contro le biotecnologie sfrenate non sia propria di questi movimenti. Anzi, quando si tratta di alimentazione dicono e boicottano gli Ogm con grande decisione. Stranamente la battaglia contro la clonazione umana e le tentazioni dell'eugenetica non ha ancora mobilitato le piazze al pari delle coscienze che appaiono, comunque, turbate. E' un tema sul quale riflettere, a meno che non si voglia affidare al solo presidente americano George W. Bush _ assolutamente determinato a fermare la clonazione umana con la forza della legge _ l'unica speranza del rispetto dell'unicità e dell'irripetibilità di ciascun individuo tanto ben predicato dalle religioni e da quale non può prescindere alcuna etica laica.


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