Ai neonati latte Ogm, mea culpa della
Nestlé
"Greenpeace ha bisogno di te! Indaga sulleffettivo ritiro dalla tua farmacia
delle confezioni OGM di Alsoy, il latte per linfanzia della Nestle ! ":
l'appello di Greenpeace nasconde una storia che merita di essere raccontata. Tutto
comincia con la denuncia di un padre, un uomo alla ricerca di una soluzione per l'allergia
della figlia neonata al latte vaccino. "Gentili signori, Vi scrivo per informarVi
dell'esistenza in commercio presso le farmacie del servizio sanitario nazionale di Latte
di Soia per l'alimentazione dei neonati (come del resto è obbligata a fare mia figlia
essendo allergica al latte vaccino) contenente OGM prodotto dalla NESTLE' e venduto con il
nome "ALSOY" N°1 & N°2. Ho acquistato a mia insaputa una decina di scatole
nel periodo compreso dal 01/01/01 ad oggi (ne ho acquistate due proprio la settimana
scorsa) recanti sull'etichetta la dicitura (peraltro molto piccola) "contenente soia
geneticamente modificata"". Questo il testo della lettera ricevuta da Greenpeace
in giugno. Il nome dell'uomo è noto ma riservato per rispetto della privacy. Girata alla
Nestlè, la lettera ha ricevuto per la verità una risposta tempestiva: "Nestlé
rispetta le opinioni dei consumatori e ha pertanto deciso di non utilizzare nei
prodotti venduti in Italia materie prime ed additivi derivati da modificazioni genetiche".
(Sottolineatura nell'originale della lettera Nestlé).
Il colosso alimentare ha anche ritirato molte confezioni, senza comunque a quanto pare
riuscire ad arrivare dovunque. Il latte Alsoy è ancora reperibile in molte farmacie. Ciò
che scandalizza e preoccupa è la natura dell'etichetta. Vero che segnala la presenza di
"soia geneticamente modificata", ma evita di segnalare di quale Ogm si tratta.
In realtà nel latte Alsoy c'è soia resistente all'erbicida Roundup Ready, prodotti l'una
e l'altro dal gigante Monsanto. Ora si da il caso che la stessa Monsanto ha condotto test
sull'erbicida lasciandone intuire una cerca pericolosità. Ciò non ha impedito che
finisse comunque nell'alimentazione umana e per di più dei neonati. Non ci sono grandi
conclusioni da trarre, se non che raccogliere l'appello di Greenpeace alla vigilanza.
Per saperne di più: Greenpeace
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