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Il punto della settimana

27 ottobre 2001

 

Ammessa la clonazione animale,
attenti a quella umana

Due notizie ci hanno colpito questa settimana. L'Italia ha scelto la strada della clonazione animale, cancellando d'un colpo tutte le perplessità etiche discusse in questi anni nonostante le pressioni della scienza. Più o meno nello stesso momento il ginecologo Severino Antinori ha riproposto la sua intenzione di clonare l'uomo. Anzi ha annunciato di aver già avviato l'esperimento e di aspettare soltanto il momento di impiantare l'embrione nell'utero. Due giorni fa, agenzie e quotidiani hanno registrato l'annuncio di Antinori secondo il quale "entro l'anno sarà presentata al mondo la prima donna incinta di un clone".

Rita Levi Montalcini, dall'alto della sua competenza scientifica e delle sua levatura morale ha sentenziato: «La clonazione animale e quella umana sono due cose ben distinte. La clonazione animale deve essere concessa, mai quella umana». Non è un mistero il favore accordato da Rita Levi Montalcini alla clonazione animale, soprattutto per scopi terapeutici. Eppure, per una volta, ci sentiamo di contraddirla. Non perché non sia comprensibile l'intenzione contenuta nel suo schieramento a favore della clonazione animale terapeutica, ma perché concedere la clonazione animale, finora vietata in Italia, potrebbe comportare tentazioni di ammettere quella umana.

Il ministro della Sanità Gerolamo Sirchia ha consentito da un paio di giorni la clonazione animale, questo è noto. Forse meno noto è che entro l'anno dovrà decidere su quella umana. L'ordinanza che la vieta scade il 31 dicembre 2001. C'è una singolare coincidenza di tempi con l'annuncio di Antinori. "A novembre metteremo in moto la macchina della clonazione umana", aveva detto già qualche mese fa. Il che significa che se il bambino clonato verrà al mondo, questo avverrà l'anno prossimo quando gli orientamenti rispetto alla "convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei diritti dell'uomo e della dignita' dell'essere umano riguardo
all'applicazione della biologia e della medicina", come è scritto nell'attuale ordinanza di divieto, potrebbero essere cambiati.


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