| Ammessa la clonazione animale,
attenti a quella umana
Due notizie ci hanno colpito questa settimana. L'Italia ha scelto la strada della
clonazione animale, cancellando d'un colpo tutte le perplessità etiche discusse in questi
anni nonostante le pressioni della scienza. Più o meno nello stesso momento il ginecologo
Severino Antinori ha riproposto la sua intenzione di clonare l'uomo. Anzi ha annunciato di
aver già avviato l'esperimento e di aspettare soltanto il momento di impiantare
l'embrione nell'utero. Due giorni fa, agenzie e quotidiani hanno registrato l'annuncio di
Antinori secondo il quale "entro l'anno sarà presentata al mondo la prima donna
incinta di un clone".
Rita Levi Montalcini, dall'alto della sua competenza scientifica e delle sua levatura
morale ha sentenziato: «La clonazione animale e quella umana sono due cose ben distinte.
La clonazione animale deve essere concessa, mai quella umana». Non è un mistero il
favore accordato da Rita Levi Montalcini alla clonazione animale, soprattutto per scopi
terapeutici. Eppure, per una volta, ci sentiamo di contraddirla. Non perché non sia
comprensibile l'intenzione contenuta nel suo schieramento a favore della clonazione
animale terapeutica, ma perché concedere la clonazione animale, finora vietata in Italia,
potrebbe comportare tentazioni di ammettere quella umana.
Il ministro della Sanità Gerolamo Sirchia ha consentito da un paio di giorni la
clonazione animale, questo è noto. Forse meno noto è che entro l'anno dovrà decidere su
quella umana. L'ordinanza che la vieta scade il 31 dicembre 2001. C'è una singolare
coincidenza di tempi con l'annuncio di Antinori. "A novembre metteremo in moto la
macchina della clonazione umana", aveva detto già qualche mese fa. Il che significa
che se il bambino clonato verrà al mondo, questo avverrà l'anno prossimo quando gli
orientamenti rispetto alla "convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei
diritti dell'uomo e della dignita' dell'essere umano riguardo
all'applicazione della biologia e della medicina", come è scritto nell'attuale
ordinanza di divieto, potrebbero essere cambiati. |