| La memoria corta dei comitati di
bioetica
Era la fine di luglio quando la Advanced Cell Technology, la stessa società
che oggi annuncia di aver clonato una cellula umana ottenendo un embrione, dichiarò la
sua intenzione di aggirare il divieto del governo Usa in fatto di clonazione umana. Il
mondo intero, almeno quello occidentale, era distratto dalle polemiche seguite al G8 di
Genova e la notizia passò quasi inosservata. Tanto che nessuno si fece avanti per fermare
l'esperimento. La società scelse la tecnica della partenogenesi e Michael West, direttore
dellAdvanced Cell Technology, si disse cautamente ottimista e ricordò che «la
parthenogenesis nei topi ha già avuto numerosi successi riuscendo a produrre embrioni
cresciuti a sufficienza per produrre cellule staminali». Il tentativo messo in atto è
stato quello di ripetere l'esperimento con ovuli umani, di fatto fertilizzandoli senza
ricorrere agli spermatozoi. L'assenza del principio di riproduzione sessuata, secondo i
ricercatori dell'azienda, dovrebbe metterli al riparo delle sanzioni previste per la
clonazione umana. Negli stessi giorni in cui l'Advanced Cell Technology rendeva pubblici i
suoi obiettivi, l'economista Jeremy Rifkin avvertiva sulle reali inquietanti prospettive
della questione.
Citiamo dalll'articolo di Rifkin pubblicato in Italia da Panorama: "La società
americana Geron, con rapidità, si è garantita la tecnologia della clonazione. Anche
prima di assicurarsi il brevetto sugli embrioni, la Geron aveva finanziato, senza clamori,
la ricerca sulle cellule staminali condotta da due ricercatori americani, James A. Thomson,
dell'università del Wisconsin, e John Gearhart, della Johns Hopkins University di
Baltimora.
Nel novembre del 1998, i due scienziati hanno annunciato di aver isolato e identificato,
indipendentemente, cellule staminali umane. La conquista ha aperto le porte all'era della
sperimentazione sulle cellule staminali in medicina. Gli istituti accademici e i
ricercatori hanno immediatamente presentato le domande di brevetto e venduto le licenze
esclusive per l'uso dei brevetti alla Geron. In base ai termini del contratto con la Johns
Hopkins, Gearhart riceve una quota delle royalty raccolte sul suo brevetto. Inoltre,
Gearhart e la Johns Hopkins possiedono azioni della Geron, e Gearhart opera come
consulente della società. L'impresa americana, un tempo l'unica in campo, si trova ora ad
affrontare la sfida di un concorrente. Michael West, fondatore della Geron, ha abbandonato
la società e ora dirige la Advanced Cell Technology, nel Massachusetts.
La nuova azienda di West si è assicurata brevetti propri sulla clonazione di embrioni non
umani e sperimenta metodi alternativi per creare cellule staminali umane.
Assicurandosi brevetti sul processo di clonazione, nonché su embrioni umani clonati e
cellule staminali, imprese come la Geron e la Advanced Cell Technology sono in grado di
stabilire i termini per i futuri progressi nella ricerca medica che utilizza le cellule
staminali. La produzione di massa di embrioni umani clonati fornisce una fonte illimitata
di questo tipo di cellule, che, a loro volta, sono le progenitrici di tutti i 200 tipi
circa di cellule diverse che costituiscono la vita umana. Ricercatori, istituti e altre
società di tutto il mondo dovranno pagare la Geron e la Advanced Cell Technology
per avere accesso all'utilizzo degli embrioni o delle cellule staminali prodotte,
procurando alle imprese un beneficio di mercato senza precedenti. Se altri ricercatori o
altre ditte riusciranno effettivamente a ottenere specifiche cellule somatiche,
probabilmente dovranno stipulare accordi di licenza commerciale con la Geron e la Advanced
Cell Technology".
Un lungo brano, che vale la pena rileggere. Nessun comitato di bioetica, al suo
apparire, battè ciglio, almeno di fronte al grosso pubblico. Inutile adesso strapparsi le
vesti come alcuni hanno già cominciato a fare. Il dottor West gongola dagli schermi di
ogni tv del mondo, badando bene a non fare parola di esclusive e brevetti. Si vede da
lontano che preferisce raccogliere gli allori della scienza. Guai a contestargli l'affare,
lui preferisce la maschera del benefattore. Si potrebbe cominciare con il togliergli
quella. |