Nei campi biologici spuntano Ogm per caso
Sementi biotech dove non dovrebbero essere, denunciano ricercatori americani
confermando un sospetto del governo messicano. La notizia, pubblicata in Europa dal
Guardian, riguarda la contaminazione di una varietà di mais fra le più antiche di quelle
conosciute. Scoperta nella regione Sierra Norte de Oaxaca nel corso di uno studio sulla
biodieversità, la varietà di mais aveva il pregio di apparire pura rispetto alle
modificazioni successive intervenute in altre aree di coltura. Tanto che l'università
californiana di Berkeley aveva scelto la regione come laboratorio biologico a cielo
aperto. Invece l'amara scoperta, comunicata su Nature nell'ottore dello scorso anno, di
più contaminazioni genetiche. Si è con l'andare dei mesi scoperto che su 22 campi ben 13
risultavano inquinati da Ogm, con un livello di contaminazione oscillante fra il 3 e il 10
%. Tutto questo nonostante il Messico avesse bandito gli Ogm dal 1998 e la coltura
modificata più prossima fosse a 60 miglia dalla zona presa in esame. Il sospetto è che
c'entrino gli aiuti americani. Una fornitura di granaglie destinate ad aiuti alimentari
avrebbe introdotto i pollini transgenici andati poi a inquinare il mais naturale.
Si tratta di una scoperta sconvolgente, anche perché, rilevano gli scienziati, prima
di questa scoperta si riteneva che il polline del mais fosse troppo pesante per
disperdersi nel vento. Ora molte cose andranno riviste, a meno che non si faccia avanti il
sospetto di una contaminazione provocata ad arte. In questa ipotesi c'è da chiedersi che
interesse si possa avere ad annientare la biodiversità a vantaggio solo di alcune
rafforzate specie, il più delle volte sterili per tenere sempre alto il prezzo delle
sementi, se non quello di piegare la natura alle leggi, in questo caso spietate, del
mercato. Se invece prevalesse l'ipotesi dell'incidente, resta il sospetto che non si
faccia abbastanza nel campo della ricerca per proteggere le colture naturali considerate,
in fondo, antieconomiche. |