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| IL LIBRO DI APRILE | |
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I signori della Rete Un quaderno di LiMes Ecco un quaderno speciale di LiMes, la rivista italiana di Geopolitica, dedicato ai "Signori della rete". Mentre ancora stiamo vivendo grandi trasformazioni, studiosi e tecnici del settore affrontano la difficile sfida di interpretare i fatti e tentare di prevedere il futuro. Un futuro che riguarda tutti, direttamente e indirettamente. Denso di occasioni e di incognite. Limes ci accompagna attraverso tre percorsi, "i mondi di Internet", "le frontiere delle telecomunicazioni", "la guerra dei bottoni", per un viaggio ai confini del nostro futuro. Seguiamone il filo. La Rete nasce ufficialmente nel 1969. Lambito di sviluppo è quello militare e rimane vincolata ad esso fino al 1992, quando il Congresso degli Stati Uniti dà il permesso di utilizzarla per scopi commerciali. Pochi gli utilizzatori, principalmente universitari, e poche le applicazioni fino a quando due giovani ricercatori inventano un software per una navigazione più agevole. Era Mosaic, il padre di Netscape, poi violentamente schiacciato da Microsoft Explorer in una guerra commerciale stile americano. Il 1995 è la data chiave, forse la vera nascita della "new economy". Internet diventa uno dei nodi centrali della politica tecnologica del duo presidenziale Clinton-Gore. Nel dicembre dello stesso anno annunciano la creazione di un gruppo di lavoro sul commercio elettronico. Alla fine del 1996 si parla già di B2B, B2C e viene rilasciato il documento di lavoro ufficiale sulla strategia del governo Usa nel settore del commercio elettronico. Da quel momento è una "escalation". Yahoo, e-Bay e Amazon sono soltanto alcune delle aziende che partendo da un garage sono riuscite a ottenere una capitalizzazione di borsa superiore alla Fiat di Torino. Ma la sbornia globale prodotta dalla "new economy" non può nascondere due importanti conseguenze prodotte dallavvento di internet: la lotta per il controllo dei "gateway" e laccentuazione delle disuguaglianze prodotte su scala mondiale. Il sogno di un pianeta perfettamente integrato da reti digitali si scontra con il fatto che gran parte degli abitanti del pianeta non solo non hanno mai usato Internet ma non ha mai usato il telefono. Ecco che allora la vera disuguaglianza si pone tra coloro che hanno "accesso" e coloro che non possono accedere alla rete. La conseguenza è e sarà la lotta per il controllo degli accessi e delle reti telematiche che, per far fronte alle evoluzioni di internet, devono essere giocoforza sempre più capienti. Si parla di Internet 2, cioè il fast internet a banda larga. E proprio da un lato levoluzione tecnologica di Internet e dallaltro la difficoltà di decollo dei modelli di business più accreditati (B2B, B2C, C2C, S2I, etc) a dimostrare come Internet sia prima di tutto fondata sulle reti di telecomunicazioni. Dun tratto lattenzione, anche dei meno attenti, comincia a focalizzarsi su termini come banda larga, reti in fibra ottica, SDH, DWDM. La contestuale liberalizzazione del settore Tlc apre al territorio grandi opportunità di sviluppo. Iniziative di integrazione tra multiutility e Tlc/internet si diffondono in tutto il territorio. Ma alla fine tutta questa spinta verso una completa virtualizzazione della vita e delleconomia nasconde dei grossi rischi. La sicurezza delle transazioni, il rischio di attacchi di virus e hacker, tutti aspetti che preoccupano gli stessi governi mondiali. Gli Stati Uniti hanno aumentato la spesa per la sicurezza delle reti del 100% nel 2000. Accanto alla sicurezza economica si devono rilevare i rischi della privacy e la nascita di un nuovo spionaggio: quello Internet, appunto.
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