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Il punto della settimana

19 gennaio 2002


Import di staminali per sfuggire all'etica

LA NOTIZIA
FRANCIA: SOCIETA' BIOTECH PER IMPORT CELLULE STAMINALI
(AGI/REUTERS) - Parigi 16 gen. - Le societa' biotecnologiche francesi si sono mobilitate per sollecitare il governo a permettere l'importazione dall'estero di cellule staminali umane per ovviare al divieto all'impiego di embrioni umani a fini della ricerca medica. Le societa' riunite in France Biotech chiedono in un comunicato che il governo "autorizzi senza indugi l'importazione di cellule staminali sviluppate in laboratori stranieri per permettere ai ricercatori francesi di progredire in attesa dell'entrata in vigore della legge sulla bioetica".
Il disegno di legge sulla bioetica, presentata in Parlamento lunedi', prevede l'abolizione del divieto sulla ricerca sugli embrioni umani stabilito per legge nel 1994, mantenendo comunque quello sulla clonazione terapeutica. E difficile, comunque, che il provvedimento sia approvato prima delle elezioni presidenziali e parlamentari di primavera e si teme che potranno volerci degli anni prima che entri in vigore una nuova legge in materia.
"Come abbiamo detto - ha dichiarato il presidente di France Biotech, Philippe Pouletty - noi siamo assolutamente contrari alla clonazione riproduttiva ma la clonazione terapeutica non presenta alcun grave ostacolo etico". (AGI)
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IL COMMENTO
Desta una certa impressione la richiesta delle società biotecnologiche francesi di importare cellule staminali. La Francia, fino a quando non cambierà la propria legge, vieta le sperimentazioni sugli embrioni umani. Non sembra essere questione di cittadinanza, ma di sostanza. L'interpretazione che dà del problema France Biotech al contrario appare assai burocratica. In pratica è come se le società dicessero: il Dna degli altri va considerato meno umano di quello francese. Non si spiega altrimenti perché dovrebbe essere vietata la ricerca sugli embrioni francesi ma concesso l'uso delle cellule staminali di importazione. Dal punto di vista etico sembra di essere arrivati a un passo più in là dell'odioso trapianto di organi. Vero è che il prelievo di cellule è sicuramente meno devastante che l'espianto, ma resta la sostanza del problema. L'unica soluzione, al contrario, dovrebbe essere ricercata in un codice di comportamento univoco fra tutti i Paesi europei, e forse del mondo intero visto che la questione è appunto etica e attiene alla fine del tutto alla dignità umana.


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