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Il punto della settimana

26 gennaio 2002

 

Antibiotici in tavola, il danno è genetico

LA NOTIZIA
FAO: STOP A CLORAMFENICOLO NEGLI ALIMENTI
(ASCA) - Roma, 24 gen - L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha suggerito agli Stati di prendere misure per porre fine all'uso di cloramfenicolo nella produzione alimentare. In un comunicato diffuso oggi, essa ha affermato che questa sostanza e' un antibiotico a largo spettro usato nella medicina umana e dei piccoli animali ed e' tuttora utilizzata in alcuni paesi per la produzione animale, compresa l'acquacoltura. Il suggerimento e' stato avanzato in relazione a recenti preoccupazioni destate da residui di cloramfenicolo ritrovati in mangimi animali. Secondo la FAO, la maggior parte dei paesi lo ha gia' bandito. Il cloramfenicolo e' stato piu' volte valutato da un comitato scientifico internazionalmente riconosciuto, il Comitato congiunto FAO/OMS di esperti sugli additivi alimentari (JECFA), il quale ha concluso che esso puo' causare danni genetici e forse anche provocare tumori. Inoltre puo' provocare nelle persone una gravissima malattia chiamata ''anemia aplastica'', che pero' e' estremamente rara. Basandosi su questo parere, la Commissione per il Codex Alimentarius, organo internazionale per le norme alimentari, ha dichiarato che a causa della tossicita' del cloramfenicolo non si puo' stabilire un limite di tolleranza dei residui, per cui questa sostanza non dovrebbe essere usata nella produzione di alimenti.
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IL COMMENTO
Citiamo dalle schede del sito www.sanihelp.it, a proposito del cloramfenicolo: "antibiotico con spettro antibatterico notevolmente ampio. È battericida o batteriostatico in rapporto alle dosi e alla specie microbica sulla quale agisce. È attivo sui micoplasmi. È particolarmente indicato nella terapia delle febbri tifoidi e delle infezioni urinarie di varia origine. Già alle dosi terapeutiche possiede una notevole tossicità, potendo causare depressione funzionale del midollo osseo, con anemia o pancitopenia, manifestazioni allergiche, nausea, irritazione gastrointestinale, specie nei soggetti in giovane età". Non vogliamo neppure immaginare che cosa l'antibiotico può provocare a dosaggi non terapeutici. Le indicazioni della Fao _ in genere abbastanza elastica nell'ammettere la sperimentazione sugli alimenti pur di combattere la fame nel mondo e la penuria di risorse nelle aree più svantaggiate _ e dell'Oms bastano a spaventarci e a farci riflettere. L'antibiotico non solo è usato in acquacoltura ma viene aggiunto a volte al miele per evitarne la fermentazione ed è documentato che può provocare anemia aplastica idriosincrasica nei neonati allattati al seno da madri che lo assumono. La buona notizia è che l'Unione Europea vieta l'uso del cloramfenicolo nella produzione alimentare. La cattiva è che _ come è stato documentato da recenti inchieste _ esiste un fiorente mercato nero dei farmaci nel quale allevatori e acquacoltori possono procurarsi l'antibiotico perfino a prezzi più a buon mercato di quelli dei farmaci leciti.


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