| Antibiotici in tavola, il danno è
genetico
LA NOTIZIA
FAO: STOP A CLORAMFENICOLO NEGLI ALIMENTI
(ASCA) - Roma, 24 gen - L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e
l'agricoltura (FAO) ha suggerito agli Stati di prendere misure per porre fine all'uso di
cloramfenicolo nella produzione alimentare. In un comunicato diffuso oggi, essa ha
affermato che questa sostanza e' un antibiotico a largo spettro usato nella medicina umana
e dei piccoli animali ed e' tuttora utilizzata in alcuni paesi per la produzione animale,
compresa l'acquacoltura. Il suggerimento e' stato avanzato in relazione a recenti
preoccupazioni destate da residui di cloramfenicolo ritrovati in mangimi animali. Secondo
la FAO, la maggior parte dei paesi lo ha gia' bandito. Il cloramfenicolo e' stato piu'
volte valutato da un comitato scientifico internazionalmente riconosciuto, il Comitato
congiunto FAO/OMS di esperti sugli additivi alimentari (JECFA), il quale ha concluso che
esso puo' causare danni genetici e forse anche provocare tumori. Inoltre puo' provocare
nelle persone una gravissima malattia chiamata ''anemia aplastica'', che pero' e'
estremamente rara. Basandosi su questo parere, la Commissione per il Codex Alimentarius,
organo internazionale per le norme alimentari, ha dichiarato che a causa della tossicita'
del cloramfenicolo non si puo' stabilire un limite di tolleranza dei residui, per cui
questa sostanza non dovrebbe essere usata nella produzione di alimenti.
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IL COMMENTO
Citiamo dalle schede del sito www.sanihelp.it,
a proposito del cloramfenicolo: "antibiotico con spettro antibatterico
notevolmente ampio. È battericida o batteriostatico in rapporto alle dosi e alla specie
microbica sulla quale agisce. È attivo sui micoplasmi. È particolarmente indicato nella
terapia delle febbri tifoidi e delle infezioni urinarie di varia origine. Già alle dosi
terapeutiche possiede una notevole tossicità, potendo causare depressione funzionale del
midollo osseo, con anemia o pancitopenia, manifestazioni allergiche, nausea, irritazione
gastrointestinale, specie nei soggetti in giovane età". Non vogliamo neppure
immaginare che cosa l'antibiotico può provocare a dosaggi non terapeutici. Le indicazioni
della Fao _ in genere abbastanza elastica nell'ammettere la sperimentazione sugli alimenti
pur di combattere la fame nel mondo e la penuria di risorse nelle aree più svantaggiate _
e dell'Oms bastano a spaventarci e a farci riflettere. L'antibiotico non solo è usato in
acquacoltura ma viene aggiunto a volte al miele per evitarne la fermentazione ed è
documentato che può provocare anemia aplastica idriosincrasica nei neonati allattati al
seno da madri che lo assumono. La buona notizia è che l'Unione Europea vieta l'uso del
cloramfenicolo nella produzione alimentare. La cattiva è che _ come è stato documentato
da recenti inchieste _ esiste un fiorente mercato nero dei farmaci nel quale allevatori e
acquacoltori possono procurarsi l'antibiotico perfino a prezzi più a buon mercato di
quelli dei farmaci leciti. |