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Il punto della settimana

16 febbraio 2002


Coltivazioni Ogm, scontro fra ricercatori

L'Italia è il Paese europeo nel quale è stato effettuato il maggior numero di rilasci nell'ambiente di Organismi geneticamente modificati (circa il 16% dei rilasci europei di piante sottoposte a manipolazioni genetiche). Il rilascio è l'indicatore dell'impatto che le piante biotech hanno sull'ambiente circostante e sulle coltivazioni naturali. Il Rapporto Italia 2002 di Legambiente calcola che rispetto al 1998 nel nostro Paese i rilasci sperimentali sono cresciuti di circa il 12%. Le sperimentazioni, è riportato nel Rapporto, si concentrano soprattutto nelle colture industriali di mais, colza e barbabietola anche se in totale riguardano più di 70 specie. Il giudizio espresso dall'associazione ambientalista rispetto a questo stato di cose è, ovviamente, negativo.

Altra musica al Consiglio Nazionale delle Ricerche che in settimana ha promosso un convegno dedicato proprio alle tecnologie alimentari, considerando un buon segno che le coltivazioni biotech siano cresciute, nel 2001 del 19 per cento rispetto al 2000. A illustrare le occasioni offerte dalle biotecnologie in campo alimentare sono stati chiamati Ingo Potrykus, tedesco padre del golden rice, e Channapatna Prakash, indiano che lavora negli Stati Uniti e che è considerato uno dei massimi esperti nel campo. Opinione del Cnr e soprattutto di Roberto Defez - ricercatore dell'Istituto di Genetica e Biofisica ''A. Buzzati Traverso'' è che sugli Ogm sia in corso una vera e propria campagna di disinformazione. A sostegno della propria tesi il ricercatore ha portato i risultati di una ricerca dell'Unione Europea: "'La Commissione Europea ha recentemente reso noti i risultati di uno studio durato 15 anni, che ha impegnato centinaia di ricercatori pubblici con una spesa complessiva di 70 milioni di euro, secondo il quale le piante geneticamente modificate non comportano alcun rischio né per la salute umana né per l'ambiente. Anzi, tenendo conto della tecnologia più precisa e dei maggiori controlli, si può dire che queste colture sono addirittura più sicure'', ha argomentato.

''Nella pubblica opinione prevale spesso il lato emotivo su quello razionale", ha insistito Defez. Ogni opinione è legittima, qualche dubbio sorge quando queste diventano legge, come nel caso del via libera concesso al vino trangenico in settimana dall'Unione Europea.


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