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Il punto della settimana

9 marzo 2002


Ogm animali al supermercato,
l'America sta per decidere

Potrebbe mancare veramente poco alla comparsa, in pescheria, del salmone geneticamente modificato. La Food and drug administration, l'agenzia federale americana che vigila sulle produzioni alimentari, deve dare il suo parere sul supersalmone, un pesce capace di crescere 3 o 4 volte, se non dieci, più del normale. L'animale è stato già prodotto. Lo sta allevando la società 'Aqua Bounty Farms', azienda biotech del Massachusetts, modificando il patrimonio genetico del salmone atlantico, al quale vengono aggiunti geni del salmone Chinook e del Macrozoarces americanus, un pesce oceanico.

Se arriverà l'autorizzazione della Fda alla commercializzazione per il consumo umano, l'azienda biotech è pronta a introdurre sul mercato americano e canadese dell'acquacultura circa 15 milioni di uova. Vero che le leggi europee, come comunque quelle appena approvate dalla California, sono più rigide e dovrebbero proteggerci, ma le voci di "fughe" dei pesci Ogm verso le acque libere dei fiumi e del mare sono insistenti. E secondo molti ricercatori gli incroci fra salmoni modificati e salmoni naturali sarebbero a vantaggio dei primi, con la conseguente progressiva scomparsa dei salmoni naturali. Potremmo insomma essere destinati a mangiare salmone Ogm nostro malgrado, senza neppure sapere con quali esiti visto che le ricerche in questo ambito sono ancora in corso.

Salmone a parte, la questione è più ampia. Se la Food and drug administration darà il proprio parere favorevole sono già pronte richieste per una vera e propria arca di Noè Ogm. Mucche, polli e maiali genericamente modificati sembra che non aspettino altro che saltare dal laboratorio al piatto. Almeno così la raccontano le industrie biotech, sempre pronte a saltare sul carro del fabbisogno alimentare mondiale per giustificare esperimenti e speculazioni.


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