Clonazione umana o no?
In Usa campagne a colpi di spot
Ancora sulle cellule staminali e sugli esperimenti sugli embrioni. L'allarme arriva
dall'America e lo ha raccolto in questi giorni l'International Herald Tribune. Il National
Right to Life Committee ha promosso una campagna di annunci radiotelevisivi per denunciare
esperimenti da incubo. "Alcune corporation della biotecnologia stanno lavorando a un
progetto orrendo _ recitano gli annunci _ Hanno pianificato di coltivare enormi quantità
di embrioni umani da utilizzare, e spesso uccidere, nel corso di esperimenti. Hanno
pianificato di costruire vere e proprie fabbriche di embrioni".
Stop Human Cloning, un'altra organizzazione, ha prodotto uno spot di 30 secondi il cui
obiettivo è spingere gli ascoltatori a fare pressione sui senatori eletti nel proprio
collegio per fermare la clonazione umana. Lo spot si apre con un medico che dice:
"Molti dottori e scienziati si oppongo alla clonazione". "Perché il valore
terapeutico è veramente incerto" gli fa eco un'assistente. "Clonando un
embrione si crea la vista umana", dice un sacerdote. "Che può essere distrutta
durante gli esperimenti", conclude il medico.
Dalla comunità scientifica arrivano critiche. John Gearhart, ricercatore della Johns
Hopkins University intervistato dall'International Herald Tribune, ridicolizza gli annunci
contro le "fabbriche di embrioni" sostenendo che sono "molto lontani dalla
realtà" e spiega la differenza fra gli embrioni e le colonie di coltivazione delle
cellule staminali da usare a scopo terapeutico.
E' chiaro che la questione è sottile, perché attiene, nonostante la buona fede che
riconosciamo alla scienza, ai misteri della vita. Il Senato americano voterà sulla
questione all'inizio di Aprile, e questo spiega le massicce campagne pubblicitarie.
Sarebbe meglio se del problema si occupassero organismi sopranazionali, essendo alla fine
quello della clonazione un tema riconducibile ai diritti umani e al rispetto della vita
nel quele sembra indispensabile un equilibrio fra etica e scienza. |