Dna del riso, restrizioni alla pubblicazione
Science sotto accusa
Di chi è la proprietà della sequenza genetica del riso japonica? Della Syngenta,
colosso svizzero nato due anni fa dalla fusione dei settori agroalimentari della Novartis
e della Zeneca, che ha impiegato 21 milioni di dollari per decodificarla? O della scienza
che deve potersene avvalere? Il problema è stato posto dopo che Science, prestigiosa
testata scientifica americana, ha pubblicato la sequenza con alcune restrizioni sui dati.
Le restrizioni sono quelle poste dalla Syngenta stessa che non intende rinunciare a
considerare la propria ricerca come una proprietà privata e dunque essere la sola
titolare di eventuali sfruttamenti commerciali delle scoperte che la decodificazione del
Dna può consentire. Per capire la portata della questione basti pensare che il riso
japonica è una delle varietà più nutrienti e dunque più studiate per le sue
potenzialità e anche per proteggerla da malattie e parassiti
La decisione di Science di pubblicare una ricerca con restrizioni non è nuova. Lo
scorso anno accadde lo stesso con la sequenza del Dna umano sviluppata dalla Celera. Il
ripetersi della circostanza ha provocato la reazioni del mondo scientifico inglese. Dalla
redazione di Science si sono difesi sostenendo di aver accettato la parzialità della
pubblicazione perché la Syngenta, come la Celera lo scorso anno, ha promesso di mettere i
dati a disposizione degli scienziati nella GenBank in via di costituzione. Nella GenBank
è stata già depositata _ e Science l'ha pubblicata _ la sequenza genetica di un'altra
varietà di riso, chiamata indica, decodificata da una ricerca congiunta fra scienziati
cinesi e statunitensi. Non si capisce perché fare due pesi e due misure.
Sir Aaron Klug, del Sanger Centre di Cambridge, intervistato dal The Guardian è stato
chiaro: "L'argomento usato da Science, che a volte si pubblicano risultati senza
mostrare tutti i dati, non regge. Nel caso di una sequenza genetica il dato è il
risultato. Perché la Syngenta non lo pubblica del tutto? Vogliono pubblicare su un
giornale scientifico e tenere segreti i dati? Non è possibile fare l'una e l'altra cosa,
è contrario alle tradizioni etiche delle pubblicazioni scientifiche". |