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Il punto della settimana

13 aprile 2002


Clonazione umana, affari e misteri

Un anno fa erano una cosa sola. Adesso hanno litigato, Severino Antinori e Panos Zavos, greco americano e medico manager, vanno ognuno per la propria strada. Antinori continuando ad annunciare al mondo la nascita prossima ventura di un bambino clonato. Zavos, a credergli, percorrendo le vie della ricerca "etica e responsabile". Che cosa questo significhi per un ricercatore che comunque non ha rinunciato alla clonazione umana non è molto chiaro. Vediamo di ricordare chi è Panos Zavos. Professore emerito nel Kentucky e onorario in Cina, studi in Kansas e in Minnesota, a Zavos fanno capo almeno tre società, l’Andrology Institute of America, il Kentucky Center for Reproductive Medicine, e la Zdl, inc., ossia Zavos Diagnostic Laboratories. E' attraverso queste società che Zavos propone la sua ricetta di clonazione umana, disposto a ingaggiare una battaglia contro il presidente George W. Bush in persona.

"Se la gente desidera bimbi biologicamente sani e la scienza ha raggiunto le conoscenze necessarie per soddisfare questo desiderio non vedo perché gli scienziati devono essere bloccati", ha detto Zavos in un'intervista televisiva dove pure ha condannato Antinori per i suoi annunci a sorpresa. La clonazione umana, secondo il medico manager, può essere comunque "moralmente corretta" e al presidente Usa ricorda che "il mondo è composto da società molto diverse tra loro e se Bush pensa che il resto del pianeta seguirà la sua stessa linea commette un grave errore".

Come dire, c'è qualcuno che ammette la clonazione umana non giudicandola mostruosa. Ma come Antinori mantiene molta riservatezza sulla consistenza scientifica dei suoi esperimenti, dal canto suo Zavos non rivela a quali latitudini la clonazione umana sia ritenuta "moralmente corretta". Viene il sospetto che non lo sia da nessuna parte ma che a un imprenditore della speranza, come lo è Zavos attraverso le sue aziende al servizio della fecondazione assistita, non possa deludere le aspettative di chi per un figlio è disposto a tutto. Anche perché non più tardi di un mese fa Zavos ha annunciato di essere pronto a creare bambini cloni da dieci coppie sterili selezionate in tutto il mondo. Anche in quel caso il medico manager si è ben guardato dal comunicare dove gli esperimenti saranno compiuti, limitandosi a spiegare al Boston Globe che i tentativi "avverranno fuori dagli Usa". Può anche essere, ma dovunque sia si tratterebbe comunque di un paese pronto a ingaggiare uno scontro con l'Onu, sempre più orientata ad accogliere le richieste per un divieto generalizzato e globale della clonazione umana.


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