indietro


Il punto della settimana

20 aprile 2002


No della Duma alla clonazione umana,
almeno per cinque anni

Cinque anni di tempo. Tanti se ne è concessi il Parlamento russo per decidere che fare sulla clonazione umana. E intanto, in assenza di certezze scientifiche e morali, è stato deciso, approvando una legge, il divieto assoluto di ogni esperimento di clonazione e su embrioni superiori agli otto mesi. Fra cinque anni "la questione sarà esaminata nuovamente dal Parlamento sulla base di ulteriori approfondimenti di natura scientifica e legale, ma anche morale", ha detto il relatore della legge Serghiei Kolesnikov, medico, accademico. Il divieto di sperimenti sugli uomini non precluderà quelli sulla clonazione di altri esseri viventi, ma questa è un'altra storia.

La posizione di Mosca è chiara, ma aperta alla scienza. Oggi "la creazione di copie genetiche dell'uomo contrasta con norme etiche e sociali universalmente riconosciute", hanno dichiarato di deputati, lasciandosi aperta una porta, ritenendo la scelta l'unica possibile per adeguarsi alle norme internazionali in fatto di diritti umani. In qualche modo è cose se avessero detto che la Russia farà ciò che farà il mondo e c'è da sperare che il mondo rifiuti del tutto l'idea di uomini fotocopia come hanno proposto all'Onu gli Stati Uniti e il Vaticano.

Una sola voce contraria alla Duma. Quella del leader nazionalista Vladimir Zhirinovski affezionato all'idea che la Russia non debba restare indietro in fatto di ricerca scientifica. Secondo Zhirinovski gli scienziati occidentali starebbero già praticando la clonazione umana. Non si capisce bene se l'ultranazionalista si riferisca agli annunci a sensazione dell'italiano Severino Antinori o del suo ex socio Panos Zavos o se addirittura dia credito a quanto va propagandando la setta dei Realiani. In ogni caso esperienze marginali, rifiutate dall'intera comunità scientifica internazionale.


scrivi
axiabiotech@axiaonline.it