No della Duma alla clonazione umana,
almeno per cinque anni
Cinque anni di tempo. Tanti se ne è concessi il Parlamento russo per decidere che fare
sulla clonazione umana. E intanto, in assenza di certezze scientifiche e morali, è stato
deciso, approvando una legge, il divieto assoluto di ogni esperimento di clonazione e su
embrioni superiori agli otto mesi. Fra cinque anni "la questione sarà esaminata
nuovamente dal Parlamento sulla base di ulteriori approfondimenti di natura scientifica e
legale, ma anche morale", ha detto il relatore della legge Serghiei Kolesnikov,
medico, accademico. Il divieto di sperimenti sugli uomini non precluderà quelli sulla
clonazione di altri esseri viventi, ma questa è un'altra storia.
La posizione di Mosca è chiara, ma aperta alla scienza. Oggi "la creazione di
copie genetiche dell'uomo contrasta con norme etiche e sociali universalmente
riconosciute", hanno dichiarato di deputati, lasciandosi aperta una porta, ritenendo
la scelta l'unica possibile per adeguarsi alle norme internazionali in fatto di diritti
umani. In qualche modo è cose se avessero detto che la Russia farà ciò che farà il
mondo e c'è da sperare che il mondo rifiuti del tutto l'idea di uomini fotocopia come
hanno proposto all'Onu gli Stati Uniti e il Vaticano.
Una sola voce contraria alla Duma. Quella del leader nazionalista Vladimir Zhirinovski
affezionato all'idea che la Russia non debba restare indietro in fatto di ricerca
scientifica. Secondo Zhirinovski gli scienziati occidentali starebbero già praticando la
clonazione umana. Non si capisce bene se l'ultranazionalista si riferisca agli annunci a
sensazione dell'italiano Severino Antinori o del suo ex socio Panos Zavos o se addirittura
dia credito a quanto va propagandando la setta dei Realiani. In ogni caso esperienze
marginali, rifiutate dall'intera comunità scientifica internazionale. |