indietro


Il punto della settimana

18 maggio 2002

Esperimenti sugli animali, Genewatch all'attacco

Solo nel corso del 2000 sarebbero stati più di 500.000 gli animali coinvolti in esperimenti genetici nei laboratori britannici. Lo rivela un recente rapporto pubblicato da Genewatch, il gruppo britannico che si occupa del monitoraggio delle attività genetiche. Non è solo il numero a impressionare. C'è un aspetto sconcertante del rapporto: la maggior parte degli esperimenti condotti risulta infruttuosa e gli animali, sottoposti a sofferenze indicibili, vengono spesso scartati come "fallimenti", mentre infertilità, morte prematura e aborti sono le conseguenze più frequenti di queste manipolazioni genetiche. E' quello che si riesce a sapere nonostante l'alone di grande segretezza che avvolge gli esperimenti generici in Gran Bretagna. Il dottor Sue Mayer, direttore di Genewatch e co-autore del rapporto, ha chiesto che sull’intera questione venga aperto un pubblico dibattito, in modo che la società possa esprimere il proprio parere in proposito, "prima che la tecnologia arrivi al punto che gli animali diventino una parte normale dei processi produttivi e il rapporto tra uomini e animali venga irrevocabilmente cambiato".

Le enormi potenzialità di applicazione nella ricerca medica rappresentano le ragioni principali addotte per giustificare l'impiego indiscriminato degli animali nella sperimentazione genetica. In realtà, secondo il dottor Mayer, non esiste alcuna valida giustificazione per l’utilizzo senza regole di animali in questo campo ed esistono alternative più sicure e più umane per ottenere gli stessi scopi. "Questi esperimenti dovrebbero essere intrapresi solo quando non esiste alcuna altra alternativa valida. Bilanciare la necessità di farmaci per gli uomini con il benessere e l’integrità delle specie animali è un dilemma etico molto complesso". In conclusione, "l’uso di animali geneticamente modificati nella ricerca medica deve essere sottoposto ad una completa revisione e scienziati e governanti devono prendere sul serio le loro responsabilità."

La comunità scientifica ha duramente condannato questo rapporto e lo ha giudicato irresponsabile. In risposta all'attacco di Genewatch, il dottor Mark Matfield direttore della Research Defence Society, che rappresenta gli scienziati britannici nel dibattito circa l’utilizzo degli animali nella ricerca medica, sostiene che "gli animali geneticamente modificati si stanno rivelando fondamentali nella comprensione di molte gravi malattie, dal cancro alla fibrosi cistica, e gli scienziati prendono molto seriamente le loro responsabilità nei confronti di tutti gli animali da laboratorio, inclusi quelli geneticamente modificati", Dello stesso parere il dottor Harry Griffin, vice direttore del Roslin Institute dove è nata la pecora Dolly - il primo animale clonato al mondo. Secondo lo scienziato " tutti gli esperimenti sugli animali devono essere giustificati caso per caso" e tali esperimenti diverranno sempre più importanti nello sviluppo della ricerca medica e nella sperimentazione di nuovi medicinali "a un prezzo che la società può permettersi di pagare".

Al momento sembra non esserci alcun limite riguardo al modo in cui gli animali possono essere utilizzati. Tale limite potrà essere fissato solo quando sarà definitivamente chiarito se gli animali abbiano o meno una propria dignità, in quanto esseri senzienti in grado di provare piacere e dolore. Resta poi da chiarire quanto alto sia il prezzo del loro impiego non regolamentato nella sperimentazione e se davvero valga la pena di pagarlo.


scrivi
axiabiotech@axiaonline.it