Esperimenti sugli animali, Genewatch
all'attacco
Solo nel corso del 2000 sarebbero stati più di 500.000 gli animali coinvolti in
esperimenti genetici nei laboratori britannici. Lo rivela un recente rapporto pubblicato
da Genewatch, il gruppo britannico che si occupa del monitoraggio delle attività
genetiche. Non è solo il numero a impressionare. C'è un aspetto sconcertante del
rapporto: la maggior parte degli esperimenti condotti risulta infruttuosa e gli animali,
sottoposti a sofferenze indicibili, vengono spesso scartati come "fallimenti",
mentre infertilità, morte prematura e aborti sono le conseguenze più frequenti di queste
manipolazioni genetiche. E' quello che si riesce a sapere nonostante l'alone di grande
segretezza che avvolge gli esperimenti generici in Gran Bretagna. Il dottor Sue Mayer,
direttore di Genewatch e co-autore del rapporto, ha chiesto che sullintera questione
venga aperto un pubblico dibattito, in modo che la società possa esprimere il proprio
parere in proposito, "prima che la tecnologia arrivi al punto che gli animali
diventino una parte normale dei processi produttivi e il rapporto tra uomini e animali
venga irrevocabilmente cambiato".
Le enormi potenzialità di applicazione nella ricerca medica rappresentano le ragioni
principali addotte per giustificare l'impiego indiscriminato degli animali nella
sperimentazione genetica. In realtà, secondo il dottor Mayer, non esiste alcuna valida
giustificazione per lutilizzo senza regole di animali in questo campo ed esistono
alternative più sicure e più umane per ottenere gli stessi scopi. "Questi
esperimenti dovrebbero essere intrapresi solo quando non esiste alcuna altra alternativa
valida. Bilanciare la necessità di farmaci per gli uomini con il benessere e
lintegrità delle specie animali è un dilemma etico molto complesso". In
conclusione, "luso di animali geneticamente modificati nella ricerca medica
deve essere sottoposto ad una completa revisione e scienziati e governanti devono prendere
sul serio le loro responsabilità."
La comunità scientifica ha duramente condannato questo rapporto e lo ha giudicato
irresponsabile. In risposta all'attacco di Genewatch, il dottor Mark Matfield direttore
della Research Defence Society, che rappresenta gli scienziati britannici nel dibattito
circa lutilizzo degli animali nella ricerca medica, sostiene che "gli animali
geneticamente modificati si stanno rivelando fondamentali nella comprensione di molte
gravi malattie, dal cancro alla fibrosi cistica, e gli scienziati prendono molto
seriamente le loro responsabilità nei confronti di tutti gli animali da laboratorio,
inclusi quelli geneticamente modificati", Dello stesso parere il dottor Harry
Griffin, vice direttore del Roslin Institute dove è nata la pecora Dolly - il primo
animale clonato al mondo. Secondo lo scienziato " tutti gli esperimenti sugli animali
devono essere giustificati caso per caso" e tali esperimenti diverranno sempre più
importanti nello sviluppo della ricerca medica e nella sperimentazione di nuovi medicinali
"a un prezzo che la società può permettersi di pagare".
Al momento sembra non esserci alcun limite riguardo al modo in cui gli animali possono
essere utilizzati. Tale limite potrà essere fissato solo quando sarà definitivamente
chiarito se gli animali abbiano o meno una propria dignità, in quanto esseri senzienti in
grado di provare piacere e dolore. Resta poi da chiarire quanto alto sia il prezzo del
loro impiego non regolamentato nella sperimentazione e se davvero valga la pena di
pagarlo. |