Fame tra Ogm e sovranità alimentare.
Fao e Ong cercano risposte
Tra meno di due settimane Roma ospiterà il
vertice mondiale FAO sull'alimentazione, a cinque anni di distanza dal precedente vertice
del 1996 che si era concluso con l'impegno preciso, da parte dei capi di Stato dei 185
Paesi che vi avevano preso parte, "di conseguire la sicurezza alimentare per tutti e
di compiere uno sforzo costante per eliminare la fame in tutti i paesi, con l'obiettivo
immediato di dimezzare entro il 2015 al più tardi il numero di persone attualmente
sottoalimentate". Lo scopo del "Vertice mondiale sull'alimentazione: cinque anni
dopo" sarà appunto quello di assicurare che l'impegno venga riconfermato. Ai governi
che si riuniranno nel Vertice Fao spetta il compito di verificare le strategie
sull'alimentazione che erano state adottate e capire le ragioni del fallimento del piano
di riduzione della fame messo a punto cinque anni fa.
L'ultima valutazione della situazione sulla sicurezza alimentare mondiale effettuata dalla
FAO evidenzia infatti la lentezza con la quale si procede verso il traguardo
dell'eliminazione della fame. Negli anni novanta, secondo l'ultima edizione de "La
situazione mondiale dell'insicurezza alimentare" (SOFI 2001) della FAO, il
numero dei sottoalimentati è diminuito in media di soli 6 milioni di persone all'anno
rispetto ai 22 milioni indicati come necessari per raggiungere l'obiettivo del Vertice
mondiale sull'alimentazione.
In questa prospettiva, la FAO continua ad inseguire un modello di sviluppo agricolo legato
al ricorso agli OGM come ausilio alla lotta contro la denutrizione, nella convinzione che
le potenzialità positive della biotecnologia vadano sfruttate anche a vantaggio delle
popolazioni sottosviluppate.
Come era prevedibile, questo linea di condotta ha suscitato la reazione di tutte quelle
associazioni che sono schierate sul versante della "tolleranza zero" nei
confronti dell'utilizzo delle tecniche di modificazione genetica delle colture. Le
organizzazioni sociali e non governative (Ong/Osc) di tutto il pianeta hanno infatti
avviato, già dal marzo 2000, l'organizzazione del "Forum per la Sovranità
Alimentare", che si terrà, in concomitanza con il Vertice FAO, a Roma dall'8 al 13
giugno.
Il Forum parte dal presupposto che "fame e povertà possono essere sconfitte grazie
ad un'agricoltura sostenibile e senza il ricorso all'ingegneria genetica, poiché nel
trattare questi problemi ogni delega alla tecnologia è inevitabilmente
fallimentare". L'intera organizzazione del Forum Ngo/Cso è gestita da un Comitato
Italiano che raggruppa Organizzazioni agricole italiane, associazioni dei produttori
biologici, sindacati dei lavoratori dell'agroindustria, associazioni di consumatori,
associazioni ambientaliste, organizzazioni non governative di sviluppo e movimenti della
società civile. L'elaborazione del Gruppo di Lavoro mira a dimostrare come la diffusione
e i brevetti di OGM abbiano come unico reale obiettivo l'arricchimento delle
multinazionali del settore agro-alimentare e non la soluzione del problema alimentare
mondiale.
Aldilà di quelle che possono essere le singole opinioni in merito alle due opposte
posizioni, ci si augura che il vertice di Roma si concluda con la messa a punto, al più
presto, di una strategia efficace che consenta finalmente di verificare risultati
tangibili nella lotta alla fame mondiale magari nel rispetto della biodiversità e senza
l'incubo di conseguenze sconosciute sulla salute umana. |