Vaccini da piante Ogm.
Restano da calcolare i rischi
Fumare fa male, senza dubbio. Ma il tabacco, a
credere a recenti ricerche, non è poi una pianta da buttare via. Se ne può ricavare,
secondo uno studio presentato al Consiglio nazionale delle ricerche dal biologo molecolare
inglese Julian Ma, un ottimo vaccino anticarie. "Il vaccino - ha spiegato il
ricercatore - è costituito da anticorpi monoclonali (particolari Immunoglobuline A) che
sono stati fatti produrre dalla pianta del tabacco, i quali vanno a bloccare il sito di
attacco sui denti e sulle gengive del batterio che causa la carie, lo streptococco mutans.
E il tabacco è una biofabbrica meravigliosa in grado di produrre grandi quantità di
anticorpi. Il prototipo è ora liquido ma potrà diventare dentifricio da mettere sullo
spazzolino da denti, un gel da spalmare sulle gengive dei neonati in fase di dentizione o
un colluttorio con il quale vaccinarsi sciacquandosi la bocca".
Lo scopo ultimo della ricerca non è comunque quello di salvarci dal mal di denti.
Sperimentando le proprietà anticarie del tabacco Ogm si sta cercando di capire se sarà
possibile arrivare a estrarre dall'orto quante più proprietà benefiche possibile. Non si
tratta della vecchia erboristeria, della quale sono noti e accertati i vantaggi. Piuttosto
di dare una spinta alla natura per usare le piante e i loro frutti come veicolo per
sostanze terapeutiche. Con un minimo di prudenza. Spiega Cinzia Caporale, sempre in
occasione della presentazione del tabacco modificato: "I benefici che le
biotecnologie possono dare nel campo biomedico sono enormi ma difficilmente percepibili
dalle persone .Occorre creare in Italia e in Europa, come è stato fatto negli Stati Uniti
delle agenzie affidabili e indipendenti in grado di
controllare i potenziali rischi e le applicazioni delle direttive".
Lo scenario dipinto dagli scienziati è un idillio. Mangi un pomodoro e ti vaccini contro
epatite e colera, gli esperimenti in proposito sono molto avanti. L'idea è quella di far
assorbire il vaccino attraverso le mucose. Poco viene però spiegato rispetto agli effetti
collaterali possibili, ed è in questo ambito che si aspettano risposte. |