| La Russia sceglie l'Ogm per salvare le patate
L'applicazione dell'ingegneria genetica
all'agricoltura, da sempre al centro di accese discussioni tra i due opposti versanti dei
sostenitori e degli obiettori, approda adesso anche in Russia. Il Paese si prepara infatti
a immettere sul mercato tre varianti bioingegnerizzate delle patate, un alimento di
larghissimo consumo, che non mancheranno di sollevare aspre polemiche in merito anche
nella ex Unione Sovietica la quale, fino a questo momento, era rimasta estranea al
dibattito internazionale sull'argomento.
La scelta di ricorrere alla patata Ogm per i russi è sembrata in qualche modo obbligata.
Tra i più temuti nemici delle coltivazioni di patate russe c'è lo scarabeo del Colorado,
parassita introdotto nel paese assieme agli aiuti alimentari inviati al termine della
Seconda guerra Mondiale.
Dopo più di mezzo secolo dall'introduzione del temibile parassita nelle colture
sovietiche, gli scienziati del centro di bioingegneria, coordinati dal dottor Konstantin
Skryabin, sono riusciti a sviluppare una patata geneticamente modificata in grado di
resistere all'attacco dello scarabeo. Essi hanno adattato a tre tipi di patate comunemente
coltivate in Russia, la tecnologia già sviluppata nei laboratori di St. Louis della
Monsanto, una delle più vaste compagnie mondiali specializzate in biotecnologie.
Il dottor Skryabin sostiene che la versione geneticamente modificata delle varietà russe
Lugovsky, Nevsky e Yelizaveta costituirebbe un enorme vantaggio per gli agricoltori, i cui
circa 3,3 milioni di ettari di campi coltivati a patate producono molto meno di quello che
potrebbero. "Il nostro problema - ha affermato - è l'enorme numero di parassiti che
infestano le nostre patate", aggiungendo che i danni causati da insetti, funghi e
virus ammontano a 2 miliardi di dollari all'anno.
Il ricorso alle modificazioni genetiche, già ampiamente utilizzato negli Stati Uniti, ha
sempre trovato l'Europa molto riluttante a causa dei timori per eventuali conseguenze
negative sulla salute e sull'ambiente. La Russia dal canto suo non ha affrontato quasi
nessun dibattito sulla questione poiché il Paese non aveva avuto ancora a che fare con
prodotti geneticamente modificati; ma, se approvate per la commercializzazione, queste tre
specie di patata, modificate per renderne più facile la coltivazione, potrebbero
certamente cambiare la situazione. Skryabin è dell'opinione che "una nuova
biotecnologia che apporta benefici per la salute umana, migliora l'agricoltura ed è
accettabile economicamente e non dannosa per l'ambiente deve essere senza dubbio
sostenuta". Favorevoli anche i pareri di altri illustri partecipanti alla conferenza
indetta tra i rappresentanti della Monsanto e le autorità russe e statunitensi per
annunciare i risultati ottenuti. L'ambasciatore statunitense Alexander Vershbow ha
esortato la Russia a rimanere aperta alle biotecnologie e a non introdurre una
regolamentazione che potrebbe ostacolare lo sviluppo del settore; il ministro russo per la
scienza e la tecnologia Mikhail Kirpichnikov, ha anch'egli espresso il suo parere
favorevole al progetto. Tuttavia nessuno, nel corso della conferenza, ha fatto cenno al
sapore che potranno avere queste nuove varietà geneticamente modificate.
Durante la conferenza, Skryabin ha annunciato che prima della applicazione estensiva delle
nuove tecnologie sarà necessario effettuare una serie di test che si protrarranno almeno
per i prossimi tre anni; ci sarà tutto il tempo quindi perché anche i russi si abituino
a fare i conti con il fenomeno Ogm e con tutti i possibili risvolti - positivi e negativi
- della sua applicazione. |