| Biotech, pochi italiani sanno e aspettano risposte
Solo il 40% degli adulti italiani sa qualcosa, spesso anche
molto poco, sulle biotecnologie. Con una premessa così poco incoraggiante, sembrerebbe
quasi fuori luogo affrontare un' indagine sull'opinione diffusa sul biotech, dal momento
che nemmeno la metà della popolazione ha un'idea di cosa si stia parlando. Nonostante
questo, nel mese di marzo 2002 Astra-Demoskopea ha condotto una nuova indagine, (la
precedente risaliva a tre anni fa) per sondare l'atteggiamento degli italiani nei
confronti delle biotecnologie. I dati sono stati diffusi dallo stesso presidente di
Astra-Demoskopea, Enrico Finzi, nel corso di un intervento all'Assemblea Generale di
Assobiotec, svoltasi lo scorso 27 giugno in forma pubblica. Ecco le sue considerazioni sui
risultati offerti dal campione di informati: "L'ignoranza collettiva non solo
predomina, ma è percepita dagli stessi italiani; l'86% critica che gli Ogm non sono
oggetto di un'adeguata e seria informazione della gente e il 90% chiede alle imprese
produttrici un'informazione più ampia e completa".
Colpa, si dice, di campagne di disinformazione da parte dei gruppi antibiotech. Campagne
che comunque non hanno evidentemente avuto l'effetto che viene loro imputato poiché gli
eventuali benefici delle biotecnologie applicate all'agricoltura sono ben noti agli
intervistati informati della materia. Ma cerchiamo di dare un volto più preciso a questi
pochi conoscitori delle biotecnologie; secondo una classificazione fatta dalla stessa
Astra-Demoskopea, possiamo individuare quattro tipologie:
- Gli odianti fondamentalisti: sono il 20% e
percepiscono gli Ogm come assolutamente negativi.
- I critici informati: "19% sono i
lettori regolari di quotidiani e mensili e appartengono alla classe media colta e
aperta" e propugnano un approccio più laico e meno ideologico.
- I favorevoli semifiduciosi: 41% sono il
partito di maggioranza, favorevoli, ma con molti dubbi ancora da sciogliere, come la
concentrazione nelle mani di poche multinazionali, la preoccupazione per i danni
all'ambiente e alla biodiversità, la richiesta di maggiori rassicurazioni.
- I fans poco informati: 20% entusiasti
sostenitori e negatori dei rischi, sono però poco rappresentativi perché pressoché
ignari delle caratteristiche tecniche delle biotecnologie.
I risultati sono indiscutibili. Come sottolinea la stessa
Astra, rispetto a tre anni fa si affievoliscono gli estremismi e si rafforzano le tendenze
centripete. Tuttavia, piuttosto che leggere acriticamente questi dati come una vittoria
del fronte pro-biotech, ci pare ovvio sottolineare che non è in atto una guerra tra
opposte fazioni, ma una campagna per la trasparenza e la sicurezza alimentare, che i
consumatori hanno il sacrosanto diritto di pretendere.
Il "centro riflessivo e raziocinante" si è mostrato disposto a capire e a
discutere la questione delle biotecnologie e questo comporta la necessità da parte delle
imprese biotecnologiche di fornire risposte chiare alle domande poste. Nonostante la buona
disposizione, il pubblico si dimostra ancora molto critico, i chiarimenti che chiede sono
legittimi e le risposte, a nostro avviso, doverose. |