| Via libera francese al mais Ogm nei campi
Con l'autorizzazione del ministero
dell'agricoltura a otto nuove sperimentazioni nei campi e non più soltanto nelle serre,
ripartono in Francia gli esperimenti sugli Ogm e con essi anche le polemiche.
La"Confederation Paysanne", il sindacato di cui è leader Josè Bovè, già
segnalatosi per aver distrutto, nel 1998, diverse coltivazioni di mais transgenico, ha
chiesto l'immediata sospensione di queste autorizzazioni e il divieto totale di questo
tipo di colture in campo aperto. Secondo la 'Confederazione Contadina', infatti, il
rischio di inquinamento genetico delle coltivazioni tradizionali, causato dalle sementi
transgeniche, è elevato e va combattuto immediatamente. A rendere la polemica ancora più
accesa è arrivata la notizia che nell'ambito di un programma di ricerca privato,
battezzato "programma operativo di valutazione di coltivazioni alle quali vengono
applicate le biotecnologie", alcune varietà di mais Ogm precedentemente autorizzate
sono già state seminate in maggio, sempre in campi non 'protetti'.
Finora gli studi sono stati condotti in laboratorio o in serra - ha spiegato Daniel Bloc,
responsabile della ricerca privata e direttore di Maiz'Europ, che raggruppa i produttori
di mais e le imprese di sementi (Monsanto, Limagrain, Novartis,
)- ora si tratta di
compiere nuove sperimentazioni in condizioni naturali controllate, per verificare la
possibilità o meno di coabitazione tra mais transgenico e mais tradizionale. Il programma
ha ricevuto l'approvazione scientifica dell'INRA (Istituto Nazionale della Ricerca
Agronomica). "E' la prima volta che realizziamo a questo livello uno studio di questo
genere", ha riconosciuto Yvette Dattée, direttore di ricerca all'INRA. La scienziata
ha affermato che "i risultati di questo studio metodologico saranno resi noti,
qualunque essi siano" e che dovrebbero essere disponibili nel 2003 - 2004.
Nonostante i ricercatori francesi promettano particolare attenzione nel corso della
sperimentazione per garantire che i geni del mais Ogm non vengano trasportati nei campi
vicini, a coltivazione 'normale', la Confederazione contadina non ha trovato sufficienti
tali rassicurazioni ed è risoluta a continuare la sua battaglia. |