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Il punto della settimana

20 luglio 2002

 

Via libera francese al mais Ogm nei campi

Con l'autorizzazione del ministero dell'agricoltura a otto nuove sperimentazioni nei campi e non più soltanto nelle serre, ripartono in Francia gli esperimenti sugli Ogm e con essi anche le polemiche. La"Confederation Paysanne", il sindacato di cui è leader Josè Bovè, già segnalatosi per aver distrutto, nel 1998, diverse coltivazioni di mais transgenico, ha chiesto l'immediata sospensione di queste autorizzazioni e il divieto totale di questo tipo di colture in campo aperto. Secondo la 'Confederazione Contadina', infatti, il rischio di inquinamento genetico delle coltivazioni tradizionali, causato dalle sementi transgeniche, è elevato e va combattuto immediatamente. A rendere la polemica ancora più accesa è arrivata la notizia che nell'ambito di un programma di ricerca privato, battezzato "programma operativo di valutazione di coltivazioni alle quali vengono applicate le biotecnologie", alcune varietà di mais Ogm precedentemente autorizzate sono già state seminate in maggio, sempre in campi non 'protetti'.
Finora gli studi sono stati condotti in laboratorio o in serra - ha spiegato Daniel Bloc, responsabile della ricerca privata e direttore di Maiz'Europ, che raggruppa i produttori di mais e le imprese di sementi (Monsanto, Limagrain, Novartis, …)- ora si tratta di compiere nuove sperimentazioni in condizioni naturali controllate, per verificare la possibilità o meno di coabitazione tra mais transgenico e mais tradizionale. Il programma ha ricevuto l'approvazione scientifica dell'INRA (Istituto Nazionale della Ricerca Agronomica). "E' la prima volta che realizziamo a questo livello uno studio di questo genere", ha riconosciuto Yvette Dattée, direttore di ricerca all'INRA. La scienziata ha affermato che "i risultati di questo studio metodologico saranno resi noti, qualunque essi siano" e che dovrebbero essere disponibili nel 2003 - 2004.
Nonostante i ricercatori francesi promettano particolare attenzione nel corso della sperimentazione per garantire che i geni del mais Ogm non vengano trasportati nei campi vicini, a coltivazione 'normale', la Confederazione contadina non ha trovato sufficienti tali rassicurazioni ed è risoluta a continuare la sua battaglia.


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