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Creata la cipolla che non fa piangere
Addio ai rimedi della nonna
Affettare le cipolle non farà
più piangere. La novità arriva dal Giappone; dopo aver passato in rassegna il DNA della
cipolla, un gruppo di esperti di biotecnologie è riuscito a scoprire che l'enzima
alliinasi, ritenuto il principale responsabile delle lacrime, ma anche del caratteristico
sapore dellortaggio, svolge soltanto un ruolo secondario nella lacrimazione e che il
vero responsabile è un altro enzima, finora del tutto sconosciuto, che i ricercatori
hanno chiamato fattore di lacrimazione. Si prospetterebbe ora, grazie all'ingegneria
genetica, la possibilità di disattivare questo enzima per ottenere cipolle che non fanno
lacrimare, pur conservando tutto il loro sapore e le proprietà nutritive.
I sostenitori delle biotecnologie pensano
che una simile cipolla potrebbe essere il primo organismo geneticamente modificato a
essere accettato senza riserve dai consumatori perché richiederebbe la semplice
eliminazione di un gene già esistente nellorganismo trattato. Ma la notizia non è
stata accolta con lentusiasmo che ci si aspettava. Per difendere la cipolla naturale
è sceso in campo addirittura lo chef Heinz Beck secondo il quale il compito della
biotecnologia dovrebbe essere effettivamente quello di eliminare le lacrime, ma
soprattutto quelle "provocate dalla fame nel mondo e non dalle cipolle".
Del resto già nel luglio scorso un gruppo
di coltivatori inglesi, con laiuto degli scienziati dell'università di Liverpool,
aveva scoperto come produrre una cipolla che non fa piangere quando viene sbucciata ed è
tanto digeribile da non lasciare traccia nell'alito. Tutto questo utilizzando
semplicemente un terreno totalmente privo di zolfo. La cipolla "no tears" così
ottenuta finiva però col cambiare anche il gusto e la consistenza. Ma siamo davvero
sicuri che pur di non versare qualche lacrima valga la pena di rovinarsi anche il piacere
di creare in cucina? Nessuno ricorda più i vecchi rimedi della nonna? In fondo ha ragione
Heinz Beck, sono ben altre le lacrime dalle quali difendersi.
Marina Viola |