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Maiale umanizzato, la chimera che ci salverà la vita
La prospettiva di utilizzare organi animali umanizzati per
i trapianti non è più da tempo una novità. Sono molte infatti le speranze riposte negli
xenotrapianti per sopperire alla carenza di organi umani. Con la tecnica messa a punto da
un gruppo di ricercatori guidati da Marialuisa Lavitrano del dipartimento di medicina
sperimentale dellUniversità di Milano-Bicocca, la novità è che si è riusciti a
creare maialini che producono una proteina umana fondamentale per evitare il rigetto
dellorgano trapiantato che, fra specie diverse, è quasi inevitabile.
Protagonisti della ricerca ancora una volta sono i
maialini. Anziché ricorrere alliniezione diretta di materiale genetico umano
nelluovo fecondato dellanimale, gli scienziati hanno lavorato sugli
spermatozoi, separati dal liquido seminale e messi a contatto con il materiale genetico
umano finché non lo hanno inglobato. Dallinseminazione artificiale delle scrofe con
questi spermatozoi «umanizzati» sono nati 93 maialini di cui almeno la metà contiene,
nelle cellule, il gene umano. "Maiali così modificati non possono ancora essere
utilizzati per i trapianti - ha però precisato la Lavitrano - Un solo gene umano non
riesce a garantire la compatibilità dell'organo dell'animale con l'uomo, occorre
trasferire nel maiale almeno una decina di geni umani prima di avere garanzie di successo
e la piena accettazione del nuovo organo".
Modificare il Dna degli spermatozoi è un metodo naturale,
secondo la ricercatrice, che non fa violenza né all'animale né alle cellule. Si sfrutta
infatti un sistema che la natura stessa ha utilizzato nel corso dell'evoluzione. Che gli
spermatozoi abbiano questa capacità di assorbire frammenti genetici estranei si sa da
molti anni, ma cè sempre stata unenorme difficoltà da superare, il gene
aggiunto, infatti, non si integra ed è poco efficiente. "Credo che la permanenza di
questo carattere umano vada dimostrata nelle generazioni successive: è una tecnica che ha
dato finora molte delusioni - ha commentato a proposito Cesare Galli, direttore del
laboratorio di tecnologie della riproduzione di Cremona - ma se lo sperma si rivelerà un
buona strategia per umanizzare il maiale, si sarà superato un primo grosso scoglio".
Insomma pare proprio che dora in poi al maiale
dovremo essere molto grati, e non solo per i prosciutti. L'assenza di fretta in questa
ricerca, inoltre, lascia ben sperare sulle necessarie riflessioni etiche sulla questione.
Marina Viola
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