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Il punto della settimana

23 novembre 2002

 

 

Usa e Corea alleate per creare il riso mutante

Una nuova varietà di riso geneticamente modificato, che può crescere in diverse condizioni ambientali, è stata realizzata da un gruppo di scienziati di Stati Uniti e Corea. I ricercatori hanno utilizzato i geni dello zucchero prelevati da un batterio per generare la loro pianta migliorata in modo che abbia alti rendimenti anche se è stressata dal freddo, dalla siccità e dai livelli elevati del sale. Mentre la popolazione mondiale continua ad aumentare, sempre più scienziati stanno guardando all'ingegneria genetica per migliorare e incrementare la produzione del cibo; un metodo consiste proprio nell’ingegnerizzare le piante in modo che siano in grado di prosperare in difficili condizioni ambientali; infatti i terreni caratterizzati dalla siccità e livelli elevati di sale alterano il metabolismo della pianta, arrestandone la crescita e lo sviluppo, ma l'ultima ricerca del professor Ray Wu, dell'università di Cornell a New York, e dei suoi colleghi sudcoreani potrebbe portare milioni di ettari di terreno a basso rendimento a sperimentare una produzione nettamente migliorata.

La chiave per realizzare questo riso estremamente resistente sta nel trealosio, un tipo di zucchero che aiuta a stabilizzare le molecole biologiche - lipidi, enzimi e altre proteine - negli organismi che stanno subendo uno stress ambientale. Tuttavia, finora gli scienziati non hanno potuto trasferire i geni che codificano il trealosio in altre piante senza danneggiarle. La squadra di Ray Wu ha lavorato sulla pianta di riso indica (Basmati), la varietà più comune al mondo, inserendo due geni del batterio E.coli nel genoma del riso, inoltre ha aggiunto un promotore speciale, un gene "attivante", il quale assicura che il codice dello zucchero venga inserito soltanto quando la pianta è sotto sforzo. Modificando il riso in questo modo speciale, la pianta si sviluppa normalmente ed è più tollerante alle pressioni ambientali, lo zucchero inoltre aiuta le cellule della pianta a riguadagnare la loro efficienza quando le condizioni ambientali migliorano.

Il professor Wu ha dichiarato alla BBC che non deriverà alcun pericolo per l'ambiente da questa nuova forma di riso Ogm e che finora, gli scienziati hanno soltanto risultati preliminari, ma valutano che se il loro riso sarà coltivato commercialmente potrà aumentare i rendimenti fino al 20%. "Potremo alimentare molta altra gente se questo riso potrà essere realizzato nei campi". Ray Wu, ha sottolineato l'importanza di questa scoperta in una fase in cui "la popolazione mondiale continua a crescere a un ritmo esplosivo, la nostra terra coltivabile si sta deteriorando, l'acqua diventa sempre più rara e i fenomeni meterologici pongono una minaccia alla produzione agricola globale".

Diamo per una volta all’ingegneria genetica il beneficio del dubbio e speriamo che la tecnologia messa a punto dall’equipe di Wu venga resa di dominio pubblico, prima che le multinazionali del biotech riescano ad impossessarsene, in modo da poter essere utilizzata nelle zone del mondo in cui il terreno e le condizioni atmosferiche rendono effettivamente difficile coltivare il riso. Ricordiamo che in Cina i terreni salini includono il 20% del totale della terra coltivabile, secondo le statistiche del governo e il ministero dell’Agricoltura stima che se 13 milioni di ettari di terra litoranea della Cina si coltivassero, si potrebbe produrre riso sufficiente all'alimentazione di 150 milioni di persone.

Marina Viola


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