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Il punto della settimana

30 novembre 2002

 


Ogm nella rete: al via il progetto del Centro comune di ricerca

Con la recente normativa in materia di Ogm, l’Unione Europea ha fissato procedure rigorose per l’approvazione di cibi e sementi geneticamente modificati. La legislazione comunitaria garantisce, infatti, prima di tutto il diritto del consumatore all’informazione. Per questo molte delle normative comunitarie sugli Ogm richiedono analisi approfondite: i campioni alimentari vengono raccolti dagli ispettori e poi selezionati in base a DNA o proteine che ne indicano le modifiche genetiche. Se una selezione mostra la presenza di uno o più Ogm, la normativa richiede che ne sia quantificata l’entità attraverso un processo di controllo estremamente complesso. Tuttavia di recente sono stati fatti grandi progressi tecnici per trovare soluzioni innovative in questo settore, il Centro comune di ricerca della Commissione Europea ha infatti installato una rete europea di laboratori di Ogm che è stata inaugurata ufficialmente a Bruxelles il 4 dicembre in presenza del commissario Busquin, direttore generale del CCR, e di altri funzionari della Commissione.
Questa rete, denominata Engl comprende attualmente circa 50 laboratori, rappresentanti tutti i laboratori di applicazione dell’Unione Europea, più la Norvegia e, come osservatori, un certo numero di Paesi di prossima accessione. Lo scopo è quello di generare una piattaforma unica per gli esperti che sono coinvolti nella rilevazione, identificazione e quantificazione di Ogm nell’ambiente, negli alimenti e nelle sementi, dove gli aspetti tecnici possano essere proposti e discussi insieme. Essa punta ad armonizzare i metodi paneuropei di verifica, le strategie di campionamento e le tecniche analitiche, sviluppando metodi di collaudo robusti e producendo i materiali di riferimento.

Un sito Web, http://biotech.jrc.it/eubb/login.asp (Bollettino della rete europea dei laboratori di Ogm), è stato già installato con lo scopo di facilitare lo scambio di informazioni sulle novità e sugli eventi previsti. Tutti i progressi fatti saranno comunicati in maniera trasparente sulle pagine Web della rete, permettendo a chiunque, dagli importatori o dai rivenditori ai distributori, di sapere come i controlli dovrebbero essere effettuati al meglio.
La rete si compone di laboratori nominati dalle autorità nazionali e ciascun membro ha responsabilità nazionali di controllo. Il laboratorio sugli Ogm del CCR situato a Ispra, sul Lago Maggiore, coordinerà le attività della rete, verificherà e convaliderà i metodi di rilevazione e di identificazione proposti da coloro che presenteranno domanda per l’approvazione di nuovi cibi Ogm. Ogni Ogm è unico e quindi è molto difficile da identificare un singolo protocollo per la rilevazione, scopo dell’Engl è quindi mettere a punto e convalidare un metodo specifico per ogni nuovo Ogm che arriva sul mercato o che è presentato per l’autorizzazione alla vendita. Una volta convalidato un metodo, questo è presentato agli Istituti di standardizzazione internazionali per essere codificato. Da allora in poi tutti i laboratori possono usarli, siano essi privati o pubblici.
È stato anticipato che l’Engl stipulerà un accordo con aziende molto importanti di biotecnologia nel prossimo futuro. Ciò prevede che le aziende del biotech forniscano volontariamente all’Engl i metodi per la rilevazione degli Ogm per aderire alle misure regolarici, così come forniranno i campioni di controllo necessari. Pare, del resto, che la rete riscuota già una discreta fiducia tra le società mondiali del biotech per la validità delle procedure utilizzate.
La rete ha ovviamente lo scopo di avvantaggiare l’Europa, di conseguenza, è intenzione dell’Engl stabilire strette collaborazioni sin dall’inizio, in primo luogo con tutti i Paesi candidati all’ingresso nell’Unione, che già sono coinvolti come osservatori e poi anche con i partners commerciali internazionali quali gli U.S.A. e il Canada. Una volta che tali accordi saranno conclusi, l’Engl si trasformerà in un’importante struttura mondiale per il monitoraggio degli Ogm.

Marina Viola


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