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Gli USA e gli Ogm: il caso Prodigene
Il dipartimento dellagricoltura degli Stati Uniti ha recentemente
imposto una multa di circa 3 milioni di dollari a Prodigene, la società americana leader
mondiale nello sviluppo di produzioni e applicazioni bio-farmaceutiche.
Durante un controllo di conformità nel mese di ottobre, il dipartimento aveva infatti
riscontrato violazioni potenziali del permesso di coltivazione, da parte di Prodigene, in
un sito nel Nebraska che era stato usato per un test di coltivazione di mais geneticamente
alterato. In un campo di soia, che si estende sul sito del test, sono state scoperte
piante di mais transgenico. A seguito di questa scoperta, il dipartimento ha intimato
allazienda di rimuovere le piante immediatamente. Tuttavia la soia era stata ormai
raccolta prima che tutto il cereale modificato fosse rimosso, è stata perciò
immediatamente disposta una stretta sul raccolto che è stato radunato in un singolo
magazzino nel Nebraska in modo che queste sementi non entrassero nei cicli alimentari
umani o animali. Simili possibili violazioni del permesso sono state individuate anche
nellIowa.
Bobby Acord, coordinatore, per il dipartimento dellagricoltura, del servizio di
salvaguardia per piante e animali, ha detto che è la prima volta che lagenzia
impone una multa a unazienda di biotecnologia per la violazione della legge di
protezione delle piante, una legge scritta nel 2000 che regola il trasporto e la
coltivazione delle piante geneticamente alterate.
Anthony Laos, presidente e direttore generale di Prodigene, ha chiesto scusa per gli
avvenimenti nel Nebraska e nellIowa e si è assunto la totale responsabilità per
questo contrattempo, evitando di incolpare i coltivatori a contratto che hanno coltivato
il mais per conto dellazienda. In entrambi i casi, i raccolti geneticamente
alterati, sono stati piantati e raccolti nel 2001. Lanno successivo i coltivatori
hanno piantato la soia in quegli stessi campi. Prodigene sostiene che si supponeva che i
coltivatori avrebbero rimosso diligentemente quelle piante per mantenere il mais
geneticamente alterato lontano dalla soia, Laos ha detto che i coltivatori avevano tentato
di fare così, ma ha riconosciuto che non si era riusciti a rimuovere completamente le
piante incriminate.
Il cereale era stato geneticamente modificato per sviluppare una proteina che può servire
da vaccino contro una malattia virale dei maiali. Secondo Laos è altamente improbabile
che una tale proteina possa danneggiare chiunque anche se ne mangiasse grandi quantità,
poiché la maggior parte delle proteine vengono distrutte velocemente nel tratto digestivo
umano. Ma ha riconosciuto che nessun test di sicurezza per luomo era stato
effettuato sulla proteina e, assente tale prova, è improbabile che la Food and Drug
Administration, che sta cooperando con il dipartimento dellagricoltura nelle
indagini del Nebraska e dellIowa, ammetta persino una quantità molto piccola di
esso nei cereali destinati allalimentazione.
Qualche giorno fa Prodigene, ha annunciato di aver finalmente raggiunto un accordo con il
dipartimento dellagricoltura che chiude definitivamente la questione. Laos si è
detto molto soddisfatto per essersi lasciati alle spalle le recenti controversie e
ottimista circa il futuro dei bio-prodotti farmaceutici e della loro regolamentazione.
"Il processo di negoziazione con lUSDA è ancora in corso, ma sempre in modo
amichevole e professionale - ha detto - Abbiamo imparato alcune lezioni importanti e
speriamo che lintera industria biotecnologica trarrà beneficio dalle nostre
attività mentre lavoriamo con lUSDA su un programma di collaborazione."
Negli Stati Uniti le aziende alimentari sono tendenzialmente favorevoli alla biotecnologia
e lunica richiesta che avanzano alle industrie biotech è di trovare il modo di
produrre le proteine industriali o farmaceutiche in piante che non sono usate come
alimento. Ma le aziende del biotech contestano che molte proteine importanti possono
essere prodotte nella forma e quantità necessarie soltanto nei raccolti del seme
oleifero, come il mais appunto. Laos ha detto che la sua azienda aveva studiato delle
alternative e continuerà a farlo, ma finora non ha trovato ancora niente per sostituire
il mais.
La semplice verità è che parecchie aziende, compresa Prodigene, hanno investito anni e
milioni di dollari nella loro ricerca sul cereale e temono di perdere il loro ruolo
competitivo se saranno costrette a cominciare da capo. Per non parlare delle implicazioni
politiche della faccenda per cui, nonostante alcune aziende, la Biotechnology Industry
Organization per esempio, abbiano recentemente annunciato una moratoria volontaria,
dicendosi disposte a non coltivare il cereale alterato nella cosiddetta "corn
belt", si sono scontrate con una forte resistenza specialmente nellIowa, dove
molti coltivatori stanno avidamente cercando raccolti più importanti per migliorare le
loro entrate.
Per concludere, il dipartimento dellagricoltura sostiene che i raccolti come quello
di Prodigene possono essere prodotti, in modo sicuro, dovunque nel paese, se vengono
seguite delle procedure rigorose e il governo considera gli avvenimenti dellIowa e
del Nebraska come un successo per i propri sforzi di applicazione della legge sugli Ogm,
in quanto lalimento potenzialmente adulterato non ha mai raggiunto il mercato.
Marina Viola |