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| IL LIBRO DI NOVEMBRE 2002 | |
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Mario Deaglio, La fine delleuforia La ricerca condotta dal professor Mario Deaglio, frutto di una collaborazione che da sei anni vede insieme il Centro di Ricerca Luigi Einaudi e la banca daffari Lazard, si focalizza sulle ragioni che hanno portato le Borse mondiali a invertire la loro tendenza nel 2001. Lirrazionale esuberanza dei mercati, come la definì Alan Greenspan, fondata sulla "new economy", sebbene abbia permesso alleconomia americana di crescere ininterrottamente per un decennio è stata alla base del crollo dei mercati e con esso di un modello di economia. La fine delleuforia, come la definisce Deaglio, è anche la fine dellillusione che il mondo abbia trovato la bacchetta magica, il moto perpetuo, la possibilità di creare valore solo a partire dalle quotazioni azionarie. Sullo sfondo di tutto ciò cè la globalizzazione, dei flussi di merci, dei flussi di capitali, dei flussi di persone in cui lItalia si trova a competere con una struttura economica debole, ancorché depurata dei suoi guai peggiori. Un rapporto sullo stato delleconomia nel 2001 di 210 pagine che permette, attraverso numeri e commenti, di capire cosa è successo in questo periodo, quali prospettive si aprono per il mondo intero e lItalia in particolare. Mario Deaglio -La fine delleuforia - Editore Guerini e
Associati -Pagine 210 |