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Le linee guida sulla coesistenza tra Ogm e Ogm free
non lasciano autonomia decisionale agli Stati membri
Durante i lavori per lapprovazione della normativa
europea in materia di etichettatura e tracciabilità degli organismi geneticamente
modificati, definitivamente varata martedì 22 luglio dal consiglio dei ministri
dellagricoltura, il commissario europeo Franz Fischler aveva esposto la propria
posizione sulle linee guida in materia di coesistenza. "Non è possibile - aveva
affermato - che uno stato membro determini che una regione o tutto il suo territorio non
possano avere prodotti transgenici. Non ci sono mezzi per limitare la scelta di un
agricoltore sul suo territorio".
Decisamente diversa era stata la posizione tenuta dal ministro italiano Giovanni Alemanno,
neopresidente del consiglio dellagricoltura per il semestre: "Abbiamo avuto un
dibattito, ha spiegato, che ha suscitato grande interesse da parte di moltissimi paesi, i
quali hanno ribadito di volere un regolamento sulla coesistenza estremamente forte e
articolato. Noi insistiamo che venga data facoltà agli stati membri di organizzare la
coesistenza su aree geografiche, non su singoli produttori". Le cose invece non sono
andate come sperava Alemanno e mercoledì scorso, accogliendo il progetto del commissario
Fishler, la Commissione Ue ha confermato la sua posizione contraria a creare zone Ogm free
su tutto o su una parte del territorio.
Il dibattito formale al Consiglio Ue sulla coesistenza delle produzioni
Ogm e Ogm free in Europa si terrà a settembre sulla base delle linee guida sulla
coesistenza delle produzioni Ogm e Ogm 'free' proposte della Commissione europea che
dovevano essere inizialmente approvate tramite una semplice procedura scritta con
l'accordo di tutti i commissari. Su richiesta di un gabinetto, sono invece state discusse
dal collegio della Commissione europea e questo serve a rendere lidea di quanto sia
delicato largomento in questione. Le linee approvate dalla Commissione si limitano
ad esporre i principi generali e gli aspetti tecnici e procedurali da considerare, inoltre
forniscono una lista delle azioni possibili per l'attuazione a livello nazionale o
regionale o locale.
Costruite sull'esperienza delle pratiche di segregazione già esistenti (per esempio nella
produzione di sementi certificate), le pratiche di coesistenza proposte dovrebbero
accertare un equilibrio giusto fra gli interessi dei coltivatori di tutti i tipi di
produzione. Le misure dovrebbero essere efficienti e redditizie ed essere specifiche per
tipi differenti di raccolti, poiché la probabilità di contaminazione varia notevolmente
da un raccolto allaltro.
Le linee guida sottolineano anche l'esigenza di strategie che accertino un equilibrio
giusto fra gli interessi dei coltivatori di tutti i tipi di produzioni e concludono con la
decisa affermazione che i coltivatori dovrebbero potere scegliere il tipo di produzione
che preferiscono, senza imporre la necessità di cambiare i modelli già stabiliti di
produzione nelle vicinanze. Come principio generale, durante la fase di introduzione di un
nuovo tipo di produzione allinterno di una regione, i coltivatori che introducono il
nuovo tipo di produzione dovrebbero avere la responsabilità di prendere le precauzioni
necessarie per limitare la contaminazione.
Marina Viola |