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Il punto della settimana

26 luglio 2003

 

 

Le linee guida sulla coesistenza tra Ogm e Ogm free
non lasciano autonomia decisionale agli Stati membri

Durante i lavori per l’approvazione della normativa europea in materia di etichettatura e tracciabilità degli organismi geneticamente modificati, definitivamente varata martedì 22 luglio dal consiglio dei ministri dell’agricoltura, il commissario europeo Franz Fischler aveva esposto la propria posizione sulle linee guida in materia di coesistenza. "Non è possibile - aveva affermato - che uno stato membro determini che una regione o tutto il suo territorio non possano avere prodotti transgenici. Non ci sono mezzi per limitare la scelta di un agricoltore sul suo territorio".
Decisamente diversa era stata la posizione tenuta dal ministro italiano Giovanni Alemanno, neopresidente del consiglio dell’agricoltura per il semestre: "Abbiamo avuto un dibattito, ha spiegato, che ha suscitato grande interesse da parte di moltissimi paesi, i quali hanno ribadito di volere un regolamento sulla coesistenza estremamente forte e articolato. Noi insistiamo che venga data facoltà agli stati membri di organizzare la coesistenza su aree geografiche, non su singoli produttori". Le cose invece non sono andate come sperava Alemanno e mercoledì scorso, accogliendo il progetto del commissario Fishler, la Commissione Ue ha confermato la sua posizione contraria a creare zone Ogm free su tutto o su una parte del territorio.

Il dibattito formale al Consiglio Ue sulla coesistenza delle produzioni Ogm e Ogm free in Europa si terrà a settembre sulla base delle linee guida sulla coesistenza delle produzioni Ogm e Ogm 'free' proposte della Commissione europea che dovevano essere inizialmente approvate tramite una semplice procedura scritta con l'accordo di tutti i commissari. Su richiesta di un gabinetto, sono invece state discusse dal collegio della Commissione europea e questo serve a rendere l’idea di quanto sia delicato l’argomento in questione. Le linee approvate dalla Commissione si limitano ad esporre i principi generali e gli aspetti tecnici e procedurali da considerare, inoltre forniscono una lista delle azioni possibili per l'attuazione a livello nazionale o regionale o locale.
Costruite sull'esperienza delle pratiche di segregazione già esistenti (per esempio nella produzione di sementi certificate), le pratiche di coesistenza proposte dovrebbero accertare un equilibrio giusto fra gli interessi dei coltivatori di tutti i tipi di produzione. Le misure dovrebbero essere efficienti e redditizie ed essere specifiche per tipi differenti di raccolti, poiché la probabilità di contaminazione varia notevolmente da un raccolto all’altro.
Le linee guida sottolineano anche l'esigenza di strategie che accertino un equilibrio giusto fra gli interessi dei coltivatori di tutti i tipi di produzioni e concludono con la decisa affermazione che i coltivatori dovrebbero potere scegliere il tipo di produzione che preferiscono, senza imporre la necessità di cambiare i modelli già stabiliti di produzione nelle vicinanze. Come principio generale, durante la fase di introduzione di un nuovo tipo di produzione all’interno di una regione, i coltivatori che introducono il nuovo tipo di produzione dovrebbero avere la responsabilità di prendere le precauzioni necessarie per limitare la contaminazione.

Marina Viola


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