Le linee guida per il trattamento
medicinale
non dovrebbero essere basate sulla razza, dicono i genetisti
Nel gennaio scorso la FDA ha pubblicato una guida per lindustria
farmaceutica americana suggerendo di utilizzare lorigine etnica nella raccolta delle
informazioni per i test clinici, sottolineando che gruppi differenti rispondono
diversamente ai prodotti medici. Autorizzata anche dal governo federale, negli Stati Uniti
la sperimentazione su base etnica svolge ora un ruolo importante nei test sulle cure di
origine genetica. I ricercatori americani sostengono infatti che la crescente disparità
riscontrata nella reazione alle malattie fra pazienti di razze differenti non può essere
causata semplicemente dalle differenze nella possibilità di accesso alle cure. Ad
esempio, secondo la guida di riferimento della FDA, negli Stati Uniti i bianchi hanno più
probabilità delle persone di origine asiatica e africana di avere livelli alterati di un
enzima che metabolizza una certa serie di medicine quali gli antidepressivi e gli
antipsicotici; altri studi hanno indicato che i neri rispondono male a parecchie classi di
agenti anti-ipertensivi. Inoltre, alcuni giorni fa, il dottor Ismail Jatoi ha dichiarato
alla Reuters che "le statistiche sulla popolazione degli Stati Uniti hanno indicato
che, a partire dal 1981circa, cè stato un aumento della disparità nei tassi di
mortalità per cancro al seno fra le donne caucasiche e afroamericane". Per studiare
il fenomeno, il dott. Jatoi e suoi colleghi hanno esaminato i dati su un totale di 23.612
donne bianche e nere, a cui era stato diagnosticato un carcinoma primario del seno, su un
periodo di 20 anni in un sistema di uguale accesso alle cure. Secondo lo studio il fattore
di rischio per la sopravvivenza dei neri rispetto ai bianchi era aumentato in maniera
esponenziale negli anni.
Complessivamente, ha commentato il dottor Jatoi, "le disuguaglianze nellaccesso
alle cure sono quasi certamente un fattore importante. Tuttavia, questo studio dimostra
che i tassi di sopravvivenza al cancro del seno fra le donne caucasiche e afroamericane
stanno divergendo anche in un sistema di parità daccesso alle cure".
Secondo gli esperti della genetica, tuttavia, i medici potrebbero sbagliare nei loro
tentativi di abbinare le cure e specialmente i medicinali, con lorigine etnica,
perché geneticamente non esiste alcuna razza. "Sarebbe meglio puntare a un approccio
più personale con la medicina", hanno suggerito il dottor Craig Venter, pioniere
della genetica, e la sua collega Susanne Haga. I due medici hanno elogiato la FDA per il
tentativo di formulare una guida che prende in considerazione la genetica nel momento di
testare le medicine, ma hanno anche detto che usare semplici nozioni di razza non è certo
il modo migliore di procedere. Il dottor Venter ha più volte sottolineato che la genetica
non sostiene le idee sociali e culturali di razza, perché parecchi team di scienziati
hanno riscontrato che ci sono più differenze genetiche fra africani di regioni
differenti, per esempio, che fra africani ed europei.
In teoria, le linee guida dovrebbero suggerire ai neri di assumere una medicina e ai
bianchi unaltra. Ma il rischio è che se un paziente nero difetta del fattore
genetico specifico presunto dalla guida di riferimento, potrebbe assumere la medicina
sbagliata. I ricercatori hanno perciò suggerito che sarebbe meglio fissare dei test
genetici individuali, da usare eventualmente in base alle caratteristiche genetiche di
ogni singolo paziente.
Marina Viola |