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Il punto della settimana

8 novembre 2003

 

Il sangue artificiale funziona
In Svezia lo hanno sperimentato con successo

Da anni gli scienziati di tutto il mondo inseguono il sogno di realizzare il sangue artificiale, universalmente compatibile e immediatamente disponibile. Oggi questo sogno sembra proprio che stia per realizzarsi, diventando una realtà che sarà in grado di sopperire alla scarsità di sangue, salvare vite durante le emergenze mediche e ridurre considerevolmente i pericoli potenziali di malattie contagiose trasmesse dai donatori. I ricercatori per la prima volta hanno utilizzato con successo questo sangue artificiale per curare i pazienti con un metodo che, sperano, rivoluzionerà la medicina in tutto il mondo.
Si tratta in sostanza di una polvere, ricavata dal sangue donato, il quale ha normalmente una durata di vita di appena 42 giorni. Ora, invece di gettare via il sangue se non viene utilizzato entro questo breve lasso di tempo, i medici sono in grado di utilizzare le cellule sanguigne per produrre una polvere che può essere immagazzinata per parecchi anni. La polvere può essere poi riportata alla forma liquida quando se ne ha bisogno e usata immediatamente senza riguardo al gruppo sanguigno del paziente. Il sangue sintetico è stato sviluppato dai ricercatori negli Stati Uniti - il procedimento esatto è per il momento segreto - ed è stato testato per la prima volta su otto pazienti all’ospedale Karolinska di Stoccolma. Il professor Bengt Fagrell, direttore della ricerca, ha dichiarato a un’agenzia svedese: "Non ci sono stati segni di rigetto del sangue artificiale per il momento. Questa è una molecola che il sistema immunitario accoglie bene".
Secondo il dottor Pierre LaFolie, direttore dell’ospedale Karolinska, se l’uso del sangue artificiale venisse definitivamente approvato potrebbe determinare dei cambiamenti sostanziali nella sanità: "Se veramente funziona come sembra, per l’umanità sarà un enorme passo avanti".
Il sangue sintetico, secondo LaFolie, potrebbe far guadagnare tempo in caso di incidenti, specialmente perché non c’è bisogno di testare il tipo di sangue del paziente prima della trasfusione. Il sangue sintetico inoltre si è dimostrato in grado di trasportare l’ossigeno attraverso il corpo meglio di quello naturale, il che può aiutare a limitare il danneggiamento del corpo, per esempio durante un attacco di cuore.
Il sangue sintetico verrebbe usato per complementare quello del paziente, non per sostituirlo, poiché il sangue naturale ha qualità di cui quello artificiale ovviamente difetta. Per fabbricarlo si potrebbero utilizzare cellule di qualsiasi mammifero. "Abbiamo scelto di usare il sangue umano per motivi etici, - ha sottolineato il dottor Fagrell - ma potremmo utilizzare quello dell’intera catena dei mammiferi, anche il sangue di una mucca".

Marina Viola



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