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Il punto della settimana

15 novembre 2003

 

Le Nazioni Unite respingono la proposta USA
di bando internazionale delle cellule staminali

Il bando degli esperimenti sulla clonazione umana è un obiettivo condiviso a livello internazionale. La materia è infatti nell’agenda dell’Assemblea generale dell’ONU già dal 2001, ma le Nazioni Unite, fedeli alla loro linea di cercare sempre il più vasto consenso possibile prima di adottare un trattato internazionale, hanno recentemente respinto una campagna dell’amministrazione Bush che, sotto la pressione incessante del movimento anti-abortista degli Stati Uniti, insisteva per una risoluzione che vietasse sia la clonazione degli esseri umani che la cosiddetta clonazione "terapeutica", in cui le cellule umane sono utilizzate per la ricerca medica.
Mentre sembra essere universale il sostegno alle Nazioni Unite per un trattato che vieti la clonazione umana, la comunità internazionale è profondamente divisa circa la clonazione terapeutica. Gli scienziati la vedono come una strada promettente nella battaglia contro le malattie, mentre gli attivisti anti-aborto e molti cattolici la considerano un sopruso nei confronti della vita umana.
Benché gli Stati Uniti abbiano ricevuto il sostegno di circa 100 paesi alla loro campagna, un gruppo di governi è riuscito a bloccare il programma al comitato legale dell’Assemblea Generale, ottenendo 80 voti a favore contro 79, con 15 astensioni. Il voto era su una mozione – presentata dall’Iran a nome dell’Organizzazione della Conferenza Islamica - per rinviare la considerazione di un trattato sulla clonazione fino al 2005. Quelli che hanno votato per il rinvio sostengono di averlo fatto per una lunga serie di motivi, ma soprattutto hanno sottolineato la necessità di un consenso unanime su questo controverso argomento.
Un gruppo di Paesi in opposizione al programma degli Stati Uniti, guidato dal Belgio e comprendente Brasile, Giappone, Sudafrica e alcuni Paesi europei, ha sostenuto che la priorità delle Nazioni Unite dovrebbe essere quella di vietare rapidamente la clonazione degli esseri umani, lasciando ai singoli governi la facoltà di decidere se - e in caso affermativo, come - regolamentare la clonazione terapeutica.

Dunque la questione rimane in sospeso e fino al 2005, quando le Nazioni Unite riprenderanno la discussione sulla clonazione umana, i due schieramenti contrapposti potranno portare avanti le loro campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. La posizione dell’ONU, del resto è apparsa chiara. Unica condizione richiesta perché si proceda con la stesura del trattato è una posizione universalmente condivisa.

Marina Viola



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