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Il punto della settimana

20 settembre 2003

 
 

Biosicurezza e rispetto delle necessità commerciali
A Cancun la riscossa del Sud del mondo

Le organizzazioni non governative di tutto il mondo sono andate a Cancun fermamente decise a farlo accettare e rispettare il Protocollo di Cartagine che è entrato in vigore l’11 settembre, 90 giorni dopo la ricezione della ratifica da parte di 50 nazioni e nel pieno dei colloqui del WTO. Riconosce il diritto dei Paesi di imporre condizioni all’importazione di tutti gli organismi viventi geneticamente modificati, compresa un’analisi completa dei rischi cui potrebbero essere esposti gli ecosistemi e la salute umana. Gli Stati Uniti non hanno sottoscritto il protocollo e hanno dichiarato di non avere intenzione di farlo, in più, sotto la pressione dei giganti della biotecnologia come Monsanto, stanno usando il WTO per imporre con la forza il libero commercio degli alimenti modificati geneticamente.
Il Protocollo sulla Biosicurezza è il primo trattato che prova ufficialmente a proteggere la diversità biologica dai rischi potenziali che sollevano gli organismi modificati geneticamente. Richiederà a tutti gli esportatori di OGM _ le cui sementi potrebbero essere rilasciate nell’ambiente _ di applicare un sistema "di conservazione dell'identità" attraverso misure per evitare la contaminazione.
Le Ong sono decise a resistere a qualsiasi tentativo di politica internazionale che potesse compromettere il benessere umano e la sicurezza ambientale. "Non lasceremo che i principi di biosicurezza vengano insidiati in questa riunione del WTO", aveva detto prima dell’inizio dei colloqui, Vandana Shiva, del Research Foundation for Science, Technology and Ecology, in India.
L'effetto del regime di libero scambio sull’agricoltura è stato l’argomento più controverso alla riunione ministeriale di Cancun e anche lo scoglio su cui si sono infrante le speranze di un accordo. Per i paesi del Sud il commercio libero nell’agricoltura è infatti un commercio forzato, in virtù del quale sono costretti ad accettare l’esportazione massiccia dai più potenti paesi del Nord.
"A Cancun gli Stati Uniti stanno difendendo la propria esportazione di raccolti malgrado le richieste crescenti del Sud per sospenderla. Allo stesso tempo stanno difendendo gli interessi dei giganti del settore agricolo come Monsanto, usando il WTO come arma politica per attaccare aggressivamente le limitazioni agli OGM", ha detto Hector Magallon, attivista di Greenpeace, "l’esportazione di mais OGM dagli Stati Uniti minaccia le varietà naturali con una contaminazione genetica irreversibile".
La speranza di salvezza per il Sud a Cancun è stata la voce forte dei Paesi in via di sviluppo, come dimostrato dal nuovo raggruppamento, denominato G21 e guidato dal Brasile, dalla Cina e dall’India, che è riuscito a bloccare i colloqui. La lotta dei G21 e la ferma intenzione di far si che vengano rispettate le regole del Protocollo di Cartagine sono state le due molle principali che hanno fatto partire forse la riscossa dei Paesi più deboli nel WTO per il rispetto delle loro necessità commerciali e ambientali.

Marina Viola

 


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