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Il punto della settimana

27 settembre 2003

 
 

Il Pakistan mira a un ruolo di primo piano
nel settore delle biotecnologie

Nel corso degli ultimi tre anni, il Pakistan ha investito 16,5 milioni di dollari nella promozione di biotecnologia ed è di pochi giorni fa la notizia dell’accordo stipulato con la Cina per aumentare la sua specializzazione nel settore delle biotecnologie, acconsentendo a scambiare esperti e a collaborare nella ricerca genomica sul riso e su altre piante. Secondo il professor Atta-ur-Rahman, ministro federale per la scienza e la tecnologia, il Pakistan ha il potenziale per diventare protagonista nel mercato mondiale della biotecnologia nel giro di pochi anni. Rahman ha anche aggiunto che l’economia agricola del Pakistan e la forte infrastruttura di sviluppo e ricerca contribuiranno ad attirare gli investimenti internazionali.
Conferma le parole del ministro il piano d’azione nazionale per la biotecnologia, pubblicato all’inizio dell’anno, con il quale il Paese mira a dare la priorità alla produzione di vaccini, alla biodiagnostica e al miglioramento dei rendimenti del raccolto. Attualmente sono in corso circa 50 nuovi progetti, che variano dalla progettazione di nuovi testi scientifici alla ricerca nelle varietà del riso resistenti alla ruggine. Inoltre, i funzionari pakistani di recente hanno ideato una nuova guida di riferimento sulla biosicurezza che servirà da struttura per le future iniziative nazionali di biotecnologia. Questa guida di riferimento è ora soggetta alla revisione del ministero dell’Ambiente pakistano.
Alcuni anni fa, infatti, il ministero e altre istituzioni locali avevano costituito un comitato nazionale di esperti di biosicurezza, composto da esponenti di tutte le principali istituzioni del Pakistan, per l’aggiornamento delle leggi sulla biosicurezza. L’obiettivo del comitato era aggiornare la legislazione esistente circa l’uso e la diffusione degli organismi modificati geneticamente e suggerire le misure per la gestione e il trasferimento sicuro di Ogm, perché per quanto completa possa essere una politica biotecnolgica, se il Pakistan non possiede leggi di biosicurezza in grado di fornire le linee guida per l’importazione e la commercializzazione dei prodotti geneticamente potenziati, gli strumenti biotenologici non possono essere sfruttati efficacemente.
Oggi in Pakistan sono in fase di studio vari programmi di ingegneria genetica su piante differenti, come il cotone a gene antivirale e il riso resistente al sale. Fondi molto consistenti sono stati spesi su questi programmi, ma questi prodotti non potranno essere introdotti sul mercato finché la guida di riferimento sulla biosicurezza non sarà pronta e le linee guida non diventeranno effettive.

Marina Viola

 


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