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Il punto della settimana

29 novembre 2003

 

Acquario biotech
I pesci tropicali che brillano al buio

Un piccolo pesce tropicale che emette luce rossa fluorescente sarà il primo animale domestico geneticamente modificato.

Questi pesci zebra Ogm originariamente erano stati creati con una funzione decisamente più utile e meno frivola di quella attuale: dovevano rilevare le tossine nell’ambiente. Ma Alan Blake e i suoi colleghi della Yorktown Technologies, ne hanno autorizzato la vendita come animali domestici. "Sono stati allevati per contribuire a combattere l’inquinamento ambientale", ha infatti dichiarato Blake. "La loro peculiarità era quella di diventare fluorescenti in presenza di tossine". Ora, però, stanno per diventare la più grande novità nel campo dei pesci ornamentali. Venduti col nome commerciale di GloFish, questi pesci presentano infatti un gene, estratto da un corallo marino, che li rende fluorescenti sempre, in questo modo essi assorbono la luce e quindi la riemettono, creando l’impressione che stiano brillando.
I pesci, sviluppati all’Università Nazionale di Singapore, sono già disponibili come animali domestici a Taiwan e verranno venduti per circa 5 dollari l’uno nei negozi di animali americani a partire da gennaio.
Si tratta del solo pesce fluorescente che ha il permesso di essere messo in commercio negli Stati Uniti, la 5-D Tropical e la Segrest Farms sono i soli distributori a possedere le licenze necessarie per produrlo e commercializzarlo in tutto il Paese. La notizia della messa in commercio di queste bestiole biotech non ha certo lasciato indifferenti i gruppi di protesta per la salvaguardia dell’ambiente. Tuttavia, dal punto di vista legale, la questione risulta molto complessa.
Gli ambientalisti, infatti, hanno tentato di bloccare la commercializzazione di quello che è stato da molti definito "Frankenfish", ma non sono riusciti a ottenere un divieto generale, perché gli enti federali dicono di non avere giurisdizione in materia. Diversamente, infatti, dai salmoni bio-ingegnerizzati, i pesci zebra non sono intesi come alimento, per cui la Food and Drug Administration sostiene di non avere potere di regolamentazione. La stessa posizione è stata presa dall’ente per la salvaguardia dell’ambiente e dal ministero dell'agricoltura Usa.

Ciò che gli ambientalisti temono di più è che la commercializzazione diffusa di questi pesciolini fluorescenti possa convincere i consumatori che essi sono assolutamente sicuri anche se vengono liberati negli scarichi, o ingoiati da un gatto di casa o da un bambino e quindi indurli ad abbassare le difese, non trattandoli con la cautela che essi ritengono assolutamente necessaria, nonostante le rassicurazioni della ditta produttrice sulla loro totale uguaglianza alla specie normale dei pesci zebra.

Marina Viola

 


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