| La ricerca For-Profit dà maggiori
risultati positivi
nella sperimentazione dei farmaci
Un recente studio ha concluso che i risultati dei test sui
farmaci in sperimentazione finanziati da organizzazioni For-profit sono più spesso
positivi di quelli risultanti da finanziamenti di organizzazioni senza scopo di lucro, a
causa di interpretazioni pilotate dei risultati dei test. Questo tipo di manipolazione,
secondo lo studio, verrebbe introdotta da fattori sottili, come unenfasi sui
risultati provenienti da surrogati o sottogruppi, oppure più espliciti, quale un
conflitto finanziario di interesse.
Partendo dalla premessa che studi precedenti avevano indicato che i test finanziati
dallindustria tendono a ritoccare le conclusioni a sostegno dei farmaci in via di
sviluppo, i ricercatori del centro per la ricerca clinica di intervento dellOspedale
Universitario di Copenhagen hanno cercato di verificare se il collegamento fra il
finanziamento e le conclusioni dei test rifletteva effettivamente questa corrispondenza.
Lo studio ha rilevato che in più della metà (51%) delle prove finanziate da
organizzazioni for profit, il farmaco studiato è stato suggerito poi come il trattamento
da scegliere, rispetto al 16% delle prove finanziate dalle organizzazioni senza scopo di
lucro, al 30% delle prove che non hanno segnalato un finanziamento e al 35% di quelle
finanziate in contemporanea da organizzazioni non profit e for profit.
Gli autori della ricerca evidenziano parecchie conseguenze preoccupanti per
lassociazione fra la fonte di finanziamento e la conclusione, compresa la violazione
del cosiddetto "principio di incertezza". "Dopo aver condotto prove
esplorative a campione nella fase 2 di sviluppo della medicina, solitamente parecchie di
queste prove risultate positive vengono lanciate in fase 3, fanno infatti notare, tali
prove possono avere quindi una più alta probabilità di favorire i farmaci
sperimentali".
La prova ricorrente di un collegamento fra la ricerca sostenuta dallindustria e le
conclusioni positive dei test medicinali suggerisce, secondo lo studio, pubblicato
nelledizione del 20 agosto del Giornale dell'associazione medica americana,
la realizzazione di un registro internazionale, disponibile al pubblico, di tutte le prove
cliniche realizzate. Il registro "permetterebbe al pubblico di seguire lo sviluppo
delle medicine dallinizio delle prove di fase 2", hanno detto gli autori, e
renderebbe disponibili i dati delle prove effettuate, indipendentemente dal fatto che
vengano trovati dei risultati o meno. Giornalisti e lettori delle relazioni sulla
sperimentazione dei farmaci dovrebbero valutare con attenzione i dati dei test per
determinare se le conclusioni segnalate sono sostenute dai dati." Eppure, secondo
quanto riferito dallagenzia di stampa Reuters, i funzionari di Pharmaceutical
Research e Manufacturers of America (PhRMA), il gruppo che rappresenta i produttori di
farmaci, non hanno voluto commentare i risultati della ricerca adducendo come
giustificazione che non avevano avuto modo di vedere lo studio.
Marina Viola
|