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Il punto della settimana

30 agosto 2003

 
 

La ricerca For-Profit dà maggiori risultati positivi
nella sperimentazione dei farmaci

Un recente studio ha concluso che i risultati dei test sui farmaci in sperimentazione finanziati da organizzazioni For-profit sono più spesso positivi di quelli risultanti da finanziamenti di organizzazioni senza scopo di lucro, a causa di interpretazioni pilotate dei risultati dei test. Questo tipo di manipolazione, secondo lo studio, verrebbe introdotta da fattori sottili, come un’enfasi sui risultati provenienti da surrogati o sottogruppi, oppure più espliciti, quale un conflitto finanziario di interesse.
Partendo dalla premessa che studi precedenti avevano indicato che i test finanziati dall’industria tendono a ritoccare le conclusioni a sostegno dei farmaci in via di sviluppo, i ricercatori del centro per la ricerca clinica di intervento dell’Ospedale Universitario di Copenhagen hanno cercato di verificare se il collegamento fra il finanziamento e le conclusioni dei test rifletteva effettivamente questa corrispondenza.
Lo studio ha rilevato che in più della metà (51%) delle prove finanziate da organizzazioni for profit, il farmaco studiato è stato suggerito poi come il trattamento da scegliere, rispetto al 16% delle prove finanziate dalle organizzazioni senza scopo di lucro, al 30% delle prove che non hanno segnalato un finanziamento e al 35% di quelle finanziate in contemporanea da organizzazioni non profit e for profit.
Gli autori della ricerca evidenziano parecchie conseguenze preoccupanti per l’associazione fra la fonte di finanziamento e la conclusione, compresa la violazione del cosiddetto "principio di incertezza". "Dopo aver condotto prove esplorative a campione nella fase 2 di sviluppo della medicina, solitamente parecchie di queste prove risultate positive vengono lanciate in fase 3, fanno infatti notare, tali prove possono avere quindi una più alta probabilità di favorire i farmaci sperimentali".
La prova ricorrente di un collegamento fra la ricerca sostenuta dall’industria e le conclusioni positive dei test medicinali suggerisce, secondo lo studio, pubblicato nell’edizione del 20 agosto del Giornale dell'associazione medica americana, la realizzazione di un registro internazionale, disponibile al pubblico, di tutte le prove cliniche realizzate. Il registro "permetterebbe al pubblico di seguire lo sviluppo delle medicine dall’inizio delle prove di fase 2", hanno detto gli autori, e renderebbe disponibili i dati delle prove effettuate, indipendentemente dal fatto che vengano trovati dei risultati o meno. Giornalisti e lettori delle relazioni sulla sperimentazione dei farmaci dovrebbero valutare con attenzione i dati dei test per determinare se le conclusioni segnalate sono sostenute dai dati." Eppure, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, i funzionari di Pharmaceutical Research e Manufacturers of America (PhRMA), il gruppo che rappresenta i produttori di farmaci, non hanno voluto commentare i risultati della ricerca adducendo come giustificazione che non avevano avuto modo di vedere lo studio.

Marina Viola

 


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