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16  febbraio 2005

tratto da La Stampa

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Un gatto-agnellino con il pelo riccioluto
E’ il Selkirk: affettuoso e paziente, selezionato nel 1987

CHI non ha, almeno una volta, desiderato di avere in casa come animale d’affezione un agnellino, piccolo e ricciuto, che non diventasse mai pecora? Una creaturina tenera e innocente, magari salvata dalle stragi di Pasqua? Il mondo dei felini, così vario e attraente per milioni di persone - non a caso domani, 17 febbraio, si celebra la Giornata Mondiale del Gatto - è in grado di esaudire anche questo desiderio. La risposta si chiama Selkirk Rex, ed è un altro di quei gatti "strani" di cui ci stiamo occupando da un po' di tempo su queste pagine. Abbiamo già parlato della funzione del termine Rex, che indica abitualmente una mutazione dovuta a un gene, che di solito è recessivo. Nel Selkirk il gene, questa volta dominante, provoca nel gatto un'arricciatura del pelo, proprio tipo agnellino, che si estende perfino alle vibrisse. Il capostipite della razza, una femmina chiamata Miss De Pesto, comparve per la prima volta nel 1987 nello Wyoming, in un rifugio per gatti abbandonati. La gattina, soprannominata Pest, suscitò l'interesse di un allevatore di persiani del Montana, che la fece accoppiare con un persiano nero. Su sei cuccioli, tre erano ricciuti, a dimostrazione del fatto che il gene era dominante e non recessivo. Con ulteriori incroci, si arrivò a stabilire uno standard della razza (il nome viene dai monti Selkirk), che ha due sottodivisioni - pelo corto e pelo lungo - e mantello di qualunque colore, purché in armonia con gli occhi. Il corpo è piuttosto grosso, con le ossa pesanti, con riccioli sempre presenti soprattutto sulla pancia ed intorno al collo, particolarmente vistosi nei gatti a pelo lungo. Al momento della nascita, in una cucciolata mista di gatti ricciuti e a pelo liscio, i gattini Rex si distinguono dalle vibrisse, che sono immediatamente ricciute e lo resteranno per tutta la vita, se non si indeboliscono fino a spezzarsi ed a scomparire quasi del tutto. Il pelo, sia nei gatti a pelo lungo sia in quelli a pelo corto, ha una crescita lunga e lenta, e raggiunge lo stato adulto solo verso i dieci mesi. La testa è rotonda, con muso squadrato; gli occhi sono rotondi, distanziati e molto brillanti; le orecchie di media grandezza, distanziate e arrotondate. La coda è folta, di media lunghezza, affusolata e coperta di riccioli. Il pelo non presenta problemi particolari di manutenzione. La salute è di solito ottima e la riproduzione facile e abbondante. In quanto al carattere, possiamo tornare alla similitudine con gli agnellini. I Selkirk, estremamente giocherelloni da cuccioli, diventano adulti affettuosi, tolleranti e incredibilmente pazienti. Veri bambolotti viventi, con un carattere così dolce da renderli facilmente vittime di bambini troppo vivaci. Per fortuna apprezzano coccole e affettuosità, perché il pelo morbido e ricciuto mette davvero molta voglia di "pacioccarli", trovandoseli a portata di mano. Dopo l'esame di alcune di queste razze particolari, viene spontanea un'osservazione. Queste mutazioni genetiche, che danno inevitabilmente origine a razze pregiate, sono regolarmente sviluppate soprattutto negli Stati Uniti. Possono anche aver origine in Europa, dove però rimarrebbero facilmente a livello di anomalie, per quanto buffe e simpatiche. Invece nel Nuovo Mondo vige la legge della novità, della diversità, dello "strano è bello", anche se talvolta è decisamente brutto, almeno secondo i canoni estetici classici. In America, si sa, tutti devono avere una possibilità; chiunque può diventare Presidente. A maggior ragione, dei poveri animaletti che in Europa rischierebbero, nel peggiore dei casi di essere soppressi e nel migliore di venire adottati per pietà e quasi certamente sterilizzati affinché non si riproducano, in America fanno immediatamente moda, vengono fatti riprodurre freneticamente, vincono concorsi di bellezza (sic) e sono disputati a colpi di dollaroni. Seguire il trend: questa è la legge a cui non si può sfuggire, negli States. E così, mentre noi vecchi europei ci teniamo i nostri bellissimi levrieri, setter, barboncini, gatti neri, tigrati, siamesi e persiani sempre uguali da secoli, come testimonia anche la grande pittura, loro laggiù si circondano beatamente di mutazioni Rex di ogni tipo, senza coda, senza pelo, quanto più strane tanto meglio. Li lavano, li vestono, li profumano e li espongono trionfalmente. Per fortuna, di solito, li amano anche. Bene, di tutti i peccati di cui è periodicamente accusata l'America, questo è sicuramente uno dei più veniali.

Patrizia Krachmalnicoff


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